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In
un nostro precedente editoriale (v. questa Rivista, vol. 49, A.
1993, n. 3, 145-148) abbiamo segnalato l'allarme, i pericoli e
le confusioni ipotizzate dall'accettazione eventuale della nuova
definizione di " caso di AIDS " proposta dai CDC in sostituzione
di quella del 1987.
Al riguardo abbiamo ricordato che un gruppo di esperti OMS (riuniti
a Ginevra-Svizzera nel maggio 1992), pur avendo giudicata applicabile
la nuova definizione 1993, ha sottolineato quanto segue:
- la detta definizione complicherà l'analisi delle tendenze ed
i raffronti internazionali;
essa suppone la disponibilità di una tecnologia molto elaborata;
- essa
classificherà tra gli affetti da AIDS alcuni soggetti asintomatici,
solo perché il loro numero di linfociti T CD4+/µL è inferiore
a 200 oppure una percentuale TCD4+ è inferiore al 14% del totale
dei linfociti;
- il
numero dei casi dichiarati dipenderà per una parte da quello dei
sieropositivi che faranno controllare il loro numero di TCD4 +.
Ciò premesso segnaliamo che sono stati pubblica ti da stampa medica
americana i dati ricevuti dai CDC dei Dipartimenti sanitari locali,
statali e territoriali, durante i pri mi tre mesi del 1993; questi
dati indicano che la nuova definizione ha svolto un impatto
notevole sul numero dei casi notifica ti negli Stati Uniti.
Ecco le cifre ufficiali riportate nel citato lavoro dei CDC:
- dal 1° di gennaio 1993 sino al 31 di marzo stesso anno sono
stati notificati 35.779 casi di AIDS= 13% del totale globale 284.840
casi registrati dal 1981 con un aumento del 204% rispetto
al numero notificato nello stesso periodo del 1992 (11.770).
- dei 35.779 casi surriportati: 21.582 (60%) si basarono sui
nuovi criteri del 1993; mentre 14.197 (40%) corrispondevano
alla precedente definizione del 1987 (con un aumento del 21%:
rispetto ai casi notificati nello stesso periodo del 1992 secondo
la vecchia definizione);
- dei casi notificati esclusivamente secondo i nuovi criteri:
19.284 (89%) presentavano solo immunosoppressione avanzata correlata
con: infezione da HIV; 2021 casi (9%) avevano tubercolosi polmonare;
245 (1 %) polmonite ricorrente; e 41 (meno dell'1%) cancro cervico-uterino
invasivo (Nove persone riunivano più di 1 patologia di quelle
ora citate).
A nostro parere i dati sinora riferiti confermano una delle riserve
avanzate dallo speciale Gruppo OMS di esperti, all'inizio ricordato,
cioè che la nuova definizione 1993 complica l'analisi delle tendenze
ed i raffronti, non solo internazionali ma anche per uno stesso
Paese.
Viene altresì confermata un'altra ipotesi avanzata da detto Gruppo
e cioè l'eventualità di classificare affetti da AIDS soggetti
asintomatici. Infatti nei dati statunitensi prima riportati tra
i casi di AIDS dichiarati secondo la nuova definizione (21.582)
per il 1° trimestre 1993 l'89% (= 19.284) presentavano solo
immunosoppressione correlata con infezione da HIV ma per il resto
erano asintomatici;
- notevole e grave - in senso negativo, a nostro parere - è stato
l'impatto sulle valutazioni statistiche, con conseguenti complicazioni
sull'analisi delle tendenze e sui raffronti sia nazionali che
internazionali. Come lo dimostra il caso USA, che stiamo studiando:
secondo i dati basati sulla nuova definizione, in USA nel l'
trimestre 1993 l'aumento dei casi - rispetto allo stesso periodo
del 1992 - sarebbe stato del 204%, mentre adottando la vecchia
definizione 1987 (secondo la quale venivano classificati i
casi prima del 1993) tale aumento sarebbe stato solo del 21%:
tale impatto in senso di moltiplicazione del numero dei casi ufficiali
toglie ogni valore al raffronto con i dati raccolti in base alla
nuova definizione e quindi rende molto difficile e poco accettabile
il raffronto tra i dati anteriori al 1993 ed i successivi. Ma
anche per questi ultimi, resta valida l'altra riserva avanzata
dal citato Gruppo OMS di esperti, nel senso che il numero dei
casi dichiarati dal 1993 in poi sarà raffontabile, in campo locale,
nazionale ed internazionale, solo per coloro che sieropositivi
asintomatici si sono fatti controllare i TCD4 +. Ma, ciò suppone
la disponibilità di una tecnologia diagnostica molto elaborata,
che non tutti i sieropositivi ne avranno a disposizione nei laboratori
ove possono accedere e quindi la nuova definizione in tali casi
non è applicabile e questo gruppo andrebbe automaticamente extrapolato
da quello di raffronto. Senza trascurare un altro elemento - di
notevole importanza epidemiologica, profilattica e sociale - emerso
dall'esperienza USA e cioè che l'applicazione della nuova definizione
1993 dell'AIDS si è accompagnata con una notificazione meno rapida
dei casi, a partire dalla data di diagnosi. Negli anni anteriori
l'intervallo era in media 3 mesi; esso, nel 1993, è passato a
9 4 EDITORIALE mesi per i casi basati solo su nuovi criteri ed
a 5 mesi per gli altri.
Secondo le conclusioni del citato studio CDC, di cui ci stiamo
occupando, si stima verosimile che durante tutto l'anno 1993 in
USA un aumento del 75% dei casi notificati dovuto ai nuovi criteri
adottati nel 1993!
Il commento è nelle cifre e nei dati soprariportati che confermano
allarme, pericoli e confusioni già ipotizzati in base alla nuova
definizione dell'AIDS secondo i CDC 1993.
A parere del Gruppo OMS di esperti i prossimi anni registreranno
aumenti minori, ma il numero dei casi dichiarati nel 1994 dovrà
- purtroppo - essere del 10-20% superiore a quello che sarebbe
risultato con l'applicazione dei criteri del 1987. Ma, come già
ricordavamo nel precedente editoriale, questa ridefinizione di
AIDS avrà per conseguenza particolare in USA: permettere agli
americani non coperti da assicurazione malattia la possibilità
di accesso ad un trattamento sanitario gratuito e ciò è di particolare
importanza sociale in quel Paese ove, secondo i CDC, si conterebbero
in circa 1 milione i sieropositivi asintomatici privi di assistenza
sanitaria. A questo punto viene spontaneo di chiedersi se questo
indubbio aspetto positivo USA dell'impatto delle nuova definizione
di AIDS non potesse eventualmente raggiungersi con altro sistema,
senza creare nuovi problemi quali quelli negativi di cui i primi
risultati USA per il 1° trimestre 1993 hanno portato conferma!
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