HOME RIVISTA CATTEDRA IGIENE MESS PROMETEO INFO

 
Ultimo numero
Indici rivista
Ricerca
Redazione
Comitato Scientifico
Norme editoriali
Abbonamento


Igiene e Sanità Pubblica è una rivista scientifica fondata nel 1945
da Gaetano Del Vecchio.

Editoriale
Impatto notevole (e negativo) sul numero ufficiale dei casi di AIDS
notificati in USA, in base alla nuova definizione 1993 proposta dai CDC
(Center for Disease Control-Atlanta-Georgia-USA)

In un nostro precedente editoriale (v. questa Rivista, vol. 49, A. 1993, n. 3, 145-148) abbiamo segnalato l'allarme, i pericoli e le confusioni ipotizzate dall'accettazione eventuale della nuova definizione di " caso di AIDS " proposta dai CDC in sostituzione di quella del 1987.
Al riguardo abbiamo ricordato che un gruppo di esperti OMS (riuniti a Ginevra-Svizzera nel maggio 1992), pur avendo giudicata applicabile la nuova definizione 1993, ha sottolineato quanto segue:
- la detta definizione complicherà l'analisi delle tendenze ed i raffronti internazionali;
essa suppone la disponibilità di una tecnologia molto elaborata;
-
essa classificherà tra gli affetti da AIDS alcuni soggetti asintomatici, solo perché il loro numero di linfociti T CD4+/µL è inferiore a 200 oppure una percentuale TCD4+ è inferiore al 14% del totale dei linfociti;
-
il numero dei casi dichiarati dipenderà per una parte da quello dei sieropositivi che faranno controllare il loro numero di TCD4 +. Ciò premesso segnaliamo che sono stati pubblica ti da stampa medica americana i dati ricevuti dai CDC dei Dipartimenti sanitari locali, statali e territoriali, durante i pri mi tre mesi del 1993; questi dati indicano che la nuova definizione ha svolto un impatto notevole sul numero dei casi notifica ti negli Stati Uniti.
Ecco le cifre ufficiali riportate nel citato lavoro dei CDC:
- dal 1° di gennaio 1993 sino al 31 di marzo stesso anno sono stati notificati 35.779 casi di AIDS= 13% del totale globale 284.840 casi registrati dal 1981 con un aumento del 204% rispetto al numero notificato nello stesso periodo del 1992 (11.770).
- dei 35.779 casi surriportati: 21.582 (60%) si basarono sui nuovi criteri del 1993; mentre 14.197 (40%) corrispondevano alla precedente definizione del 1987 (con un aumento del 21%: rispetto ai casi notificati nello stesso periodo del 1992 secondo la vecchia definizione);
- dei casi notificati esclusivamente secondo i nuovi criteri: 19.284 (89%) presentavano solo immunosoppressione avanzata correlata con: infezione da HIV; 2021 casi (9%) avevano tubercolosi polmonare; 245 (1 %) polmonite ricorrente; e 41 (meno dell'1%) cancro cervico-uterino invasivo (Nove persone riunivano più di 1 patologia di quelle ora citate).
A nostro parere i dati sinora riferiti confermano una delle riserve avanzate dallo speciale Gruppo OMS di esperti, all'inizio ricordato, cioè che la nuova definizione 1993 complica l'analisi delle tendenze ed i raffronti, non solo internazionali ma anche per uno stesso Paese.
Viene altresì confermata un'altra ipotesi avanzata da detto Gruppo e cioè l'eventualità di classificare affetti da AIDS soggetti asintomatici. Infatti nei dati statunitensi prima riportati tra i casi di AIDS dichiarati secondo la nuova definizione (21.582) per il 1° trimestre 1993 l'89% (= 19.284) presentavano solo immunosoppressione correlata con infezione da HIV ma per il resto erano asintomatici;
- notevole e grave - in senso negativo, a nostro parere - è stato l'impatto sulle valutazioni statistiche, con conseguenti complicazioni sull'analisi delle tendenze e sui raffronti sia nazionali che internazionali. Come lo dimostra il caso USA, che stiamo studiando: secondo i dati basati sulla nuova definizione, in USA nel l' trimestre 1993 l'aumento dei casi - rispetto allo stesso periodo del 1992 - sarebbe stato del 204%, mentre adottando la vecchia definizione 1987 (secondo la quale venivano classificati i casi prima del 1993) tale aumento sarebbe stato solo del 21%: tale impatto in senso di moltiplicazione del numero dei casi ufficiali toglie ogni valore al raffronto con i dati raccolti in base alla nuova definizione e quindi rende molto difficile e poco accettabile il raffronto tra i dati anteriori al 1993 ed i successivi. Ma anche per questi ultimi, resta valida l'altra riserva avanzata dal citato Gruppo OMS di esperti, nel senso che il numero dei casi dichiarati dal 1993 in poi sarà raffontabile, in campo locale, nazionale ed internazionale, solo per coloro che sieropositivi asintomatici si sono fatti controllare i TCD4 +. Ma, ciò suppone la disponibilità di una tecnologia diagnostica molto elaborata, che non tutti i sieropositivi ne avranno a disposizione nei laboratori ove possono accedere e quindi la nuova definizione in tali casi non è applicabile e questo gruppo andrebbe automaticamente extrapolato da quello di raffronto. Senza trascurare un altro elemento - di notevole importanza epidemiologica, profilattica e sociale - emerso dall'esperienza USA e cioè che l'applicazione della nuova definizione 1993 dell'AIDS si è accompagnata con una notificazione meno rapida dei casi, a partire dalla data di diagnosi. Negli anni anteriori l'intervallo era in media 3 mesi; esso, nel 1993, è passato a 9 4 EDITORIALE mesi per i casi basati solo su nuovi criteri ed a 5 mesi per gli altri.
Secondo le conclusioni del citato studio CDC, di cui ci stiamo occupando, si stima verosimile che durante tutto l'anno 1993 in USA un aumento del 75% dei casi notificati dovuto ai nuovi criteri adottati nel 1993!
Il commento è nelle cifre e nei dati soprariportati che confermano allarme, pericoli e confusioni già ipotizzati in base alla nuova definizione dell'AIDS secondo i CDC 1993.
A parere del Gruppo OMS di esperti i prossimi anni registreranno aumenti minori, ma il numero dei casi dichiarati nel 1994 dovrà - purtroppo - essere del 10-20% superiore a quello che sarebbe risultato con l'applicazione dei criteri del 1987. Ma, come già ricordavamo nel precedente editoriale, questa ridefinizione di AIDS avrà per conseguenza particolare in USA: permettere agli americani non coperti da assicurazione malattia la possibilità di accesso ad un trattamento sanitario gratuito e ciò è di particolare importanza sociale in quel Paese ove, secondo i CDC, si conterebbero in circa 1 milione i sieropositivi asintomatici privi di assistenza sanitaria. A questo punto viene spontaneo di chiedersi se questo indubbio aspetto positivo USA dell'impatto delle nuova definizione di AIDS non potesse eventualmente raggiungersi con altro sistema, senza creare nuovi problemi quali quelli negativi di cui i primi risultati USA per il 1° trimestre 1993 hanno portato conferma!

(g.d.v.)