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Igiene e Sanità Pubblica è una rivista scientifica fondata nel 1945
da Gaetano Del Vecchio.

Editoriale
La fine di ogni anno solare è abitualmente tempo di bilanci del passato e di progetti del futuro. La Rivista ha pubblicato quest'anno 5 numeri, oltre ad un supplemento, per un totale di quasi 900 pagine. Si è trattato di uno sforzo non indifferente che, a parte qualche critica costruttiva di cui si terrà debito conto, ha soddisfatto i nostri lettori (almeno per quanto è a conoscenza del corpo editoriale). Per il futuro, oltre alla possibilità di accedere alla rete Internet che si sta studiando, si vuole ribadire il tacito accordo (come dovrebbe essere una vera Carta dei servizi sanitari) di curare la tempestività della pubblicazione ed il rispetto delle scadenze temporali.
Si è detto che è stato pubblicato, come supplemento al n. 4/96 della Rivista, il Rapporto finale della Commissione parlamentare svedese "Priorità nell'assistenza sanitaria. Etica, economia, realizzazione" (IgSanPubl suppl al n. 4/1996). Questo tema torna prepotente all'attenzione con una iniziativa formativa e divulgativa che qui si anticipa. Il Servizio sanitario nazionale viene considerato dalla Sanità pubblica il suo figlio prediletto e come tale può dare, sia presentemente che soprattutto in futuro, grandi soddisfazioni a condizione che venga educato a sopprimere i suoi istinti alla vita disordinata e dissoluta. I pedagoghi concordano che i metodi di educazione sia punitivi che premianti falliscono se non si forniscono i criteri di ciò che è lecito fare e di ciò che non lo è. Apprese queste regole, cui adeguare i propri comportamenti, i figli devono essere lasciati liberi di sviluppare la propria personalità.
Questa metafora ben si addice ad un SSN che per anni, in mancanza di "indirizzi educativi", non solo ha prodotto inevitabili sprechi ma spesso inefficienza ed ingiustizia tentando di dare "tutto a tutti", una prodigalità apparente in quanto non sempre coloro che avevano bisogno hanno ottenuto il dovuto (ingiustizia) mentre sono state fornite prestazioni in eccesso, spesso futili, a coloro che già avevano (inefficienza). La maggior parte delle critiche al funzionamento del SSN è attribuibile proprio alla mancanza di regole certe di ciò che il SSN può fare o meno; ne è derivato il disagio dei medici, le perplessità degli erogatori, il malessere dei fornitori, le proteste degli utenti e i saltuari interventi autoritari della Magistratura.
Per i più avanzati sistemi sanitari del mondo, pubblicamente finanziati, si è quindi avvertita l'esigenza di fornire regole, più o meno cogenti, rappresentate da chiari e pubblicamente accettati principi per determinare chi deve ricevere assistenza, di quale tipo e quando (razionalizzazione dell'assistenza). Certamente la spinta ad affrontare questo spinoso problema, che si preferiva ignorare, è venuta dalla necessità di contenimento delle risorse messe a disposizione ed ha preso il nome di razionamento o di scelte di priorità. Quest'ultima dizione ha avuto più fortuna anche perché più corretta in ambito sanitario. Il razionamento può essere definito come la negazione di un trattamento potenzialmente benefico che, oltre a non essere proponibile perché non rispettoso dei principi di etica sia individuale che pubblica, assume evidentemente un carattere di eccezionalità. La scelta di priorità, all'opposto, significa accordare precedenza a qualcuno o qualcosa, in quanto connessa al riconoscimento di particolari diritti o posizione di superiorità conferita dall'importanza del problema.
L'introduzione nel SSN del cosiddetto mercato interno ha reso ancora più urgente e pressante la definizione delle scelte di priorità in quanto si sta diffondendo il concetto che la salute sia un bene che può essere venduto e comprato sulla base non di regole ma di capacità personale di pagare. Ciò viene accentuato dal movimento di privatizzazione che affidando ai singoli individui la libertà nelle scelte assistenziali, anche se mediate dal medico, alimenta minore interesse per le scelte di priorità collettive (nell'interesse cioè della popolazione).
E' sembrato quindi di attualità ed importante organizzare una Giornata di studio sul tema Le scelte di priorità nel SSN che introduca anche nel nostro Paese un pubblico dibattito su questo argomento, di cui in questa sede si anticipano i principali contenuti. La conferenza, che rappresenta l'ormai abituale chiusura del Master di Epidemiologia dei Servizi sanitari, si terrà il 13 giugno 1997 presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Roma Tor Vergata. Anche l'Accademia Nazionale dei Lincei ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche hanno di recente organizzato una Tavola rotonda ("Sanità pubblica alle soglie del 2000" - Conferenza annuale della ricerca. Roma, 21-25 ottobre 1996) scegliendo, come uno dei temi a maggiore rilevanza futura, proprio l'Etica dell'allocazione delle risorse, sollevando così il problema, ampiamente presente nel nostro contesto sociale ed abitualmente praticato, della allocazione delle risorse in sanità e dando la più ampia diffusione dell'argomento anche a livello dei mass media.
Data l'ampiezza e la complessità dell'argomento verranno esposti quattro temi da altrettanti esperti.
Il primo tema riguarderà gli aspetti istituzionali (Guzzanti) e tratterà dei tentativi fatti, dal punto di vista legislativo, per sanare l'inevitabile conflitto tra diritti individuali all'assistenza sanitaria e responsabilità dello stato a fornirla. Si tratta di inquadrare le scelte di priorità a partire dalla legge istitutiva del SSN (art. 3/833 ed art. 19/833) per giungere alla determinazione dei livelli uniformi di assistenza (decreto del Governo del 23.12.92 e Atto di intesa tra Stato e regioni per la definizione del PSN relativo al triennio 1994-96) e ai tentativi di privilegiare gruppi o persone particolarmente bisognose (progetti obiettivo ed azioni programmate).
Una distribuzione equa, in base cioè ai reali bisogni, delle risorse rese disponibili dalla solidarietà di tutti i cittadini è alla base della missione del SSN e deve perciò guidare le scelte di priorità è l'oggetto del secondo tema.
Una possibile definizione di equità è proprio quella di indicare le priorità che servano a ridurre la ineguaglianze dei cittadini nei confronti della salute e nel corso della loro vita. Resta da stabilire chi, nell'ambito del SSN, deve effettuare le scelte di priorità e come, superando l'ostacolo di stabilire se queste decisioni devono essere esplicite e manifeste o meno, e soprattutto se e come i cittadini possono partecipare a determinare le scelte che li riguardano essendo contemporaneamente i finanziatori e gli usufruitori dell'assistenza sanitaria (Berlinguer).
Il terzo tema parte dall'assunto che fine del SSN sia solo quello di migliorare la salute della popolazione e che la salute sia definita dalla lunghezza e qualità della vita ottenibile, le scelte di priorità andrebbero accordate agli interventi in relazione alla loro capacità di migliorare la lunghezza e qualità della vita dei soggetti ed in riferimento al loro costo. Le evidenze scientifiche, che richiedono la accurata misura dei costi e degli effetti dell'assistenza, anche se non decisive, offrono così un potente supporto alle scelte di priorità e l'unico modo per resistere alla tentazione di lasciare che le risorse determinino le priorità e non viceversa (Muzzi).
Poiché la salute è un concetto formato da valori e non solo da fatti, il quarto tema tratterà dei principi etici, sia a livello individuale (etica medica) che collettivo (etica pubblica), che possono aiutare a compiere le scelte di priorità. Laddove sono in giuoco dei valori umani fondamentali come la salute le indicazioni socio-politiche e tecniche possono risultare insufficienti a guidare i comportamenti a fronte della miriade di casi concreti che possono presentarsi nella quotidiana attività assistenziale, sia essa fornita da singoli operatori che da più complesse organizzazioni sanitarie (Spinsanti).
Avendo la certezza che non è possibile compiere scelte di priorità in Sanità con formule precostituite ma che occorre affrontare il problema con eticità, perché sono in giuoco valori fondamentali della vita in comune, con umiltà perché non esiste un portatore di verità ma tutti debbono partecipare alla sua costruzione, con obiettività perché non è opportuno lasciare la soluzione a considerazioni soggettive ed emozionali, con genialità perché la soluzione richiede doti di innovazione originali se non rivoluzionari, la Conferenza ha il più modesto obiettivo di sollecitare gli operatori di sanità pubblica a venire coinvolti in questo processo veramente innovativo del nostro SSN.