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Igiene e Sanità Pubblica è una rivista scientifica fondata nel 1945
da Gaetano Del Vecchio.

Editoriale
 
Non è passato inosservato (1) il fatto che del nuovo governo britannico (formato, dopo molti anni, dalla sinistra laburista) faccia parte non più il ministro della sanità (Minister of health) ma, per la prima volta, il ministro della sanità pubblica (Minister of public health).
Il significato di questo cambiamento non è solo semantico ma più profondo, in quanto richiama l'attenzione sul fatto che il Servizio sanitario nazionale, non solo inglese ma anche italiano, intende garantire non la salute ma la tutela della salute dei cittadini. Un sistema sanitario quindi che si basa su compiti tipici della sanità pubblica come la prevenzione delle malattie e la promozione della salute.
Queste finalità, giova ribadirlo, si raggiungono con azioni che riducono le ineguaglianze dello stato di salute derivanti da povertà, disoccupazione, scarsa istruzione, inadeguata abitazione, ed altri fattori sociali, economici e politici, inestricabilmente tra loro correlati. Che le Scienze mediche sconfinassero nelle scienze politiche e sociali era stato già avvertito da Wirchow con la affermazione che gli si attribuisce: "La Politica altro non è che Medicina su scala più ampia".
Seguendo questa teoria il Ministero della Sanità pubblica dovrebbe diventare un superministero in quanto tutti gli atti ed i programmi di governo dovrebbero superare l'esame di possibili ripercussioni, sia positive che negative, sullo stato di salute della popolazione. E si comprende come tutte le attività di Sanità pubblica possono assumere una valenza socio-politica in quanto una efficace promozione della salute deriva da una stretta relazione tra scienza e politica.
Queste considerazioni si dovrebbero tenere ben presenti, ed anzi diventare linee-guida, quando si tratta di organizzare e razionalizzare i servizi sanitari. Per mostrare un orientamento alla sanità pubblica questi servizi dovrebbero fare il massimo sforzo per dedicarsi a formare le nuove figure professionali dell'assistente sanitario e del tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, a potenziare i dipartimenti di prevenzione, a curare i servizi informativo-epidemiologici delle aziende sanitarie, a sostenere le funzioni preventive dell'assistenza sanitaria primaria.
Potrebbe essere il momento di creare, approfittando della diffusa esigenza di formazione post-universitaria, una cultura della sanità pubblica accanto a quella che, inspiegabilmente, ha trovato più favore, organizzativa e gestionale (manageriale). In mancanza di tale visione strategica non deve meravigliare che il nostro servizio sanitario sia orientato più al riordino organizzativo che al modo di migliorare la salute dei cittadini.
Il tema delle scelte di priorità in sanità, che è stato l'argomento della tavola rotonda, cerimonia conclusiva del Master di Epidemiologia dei servizi sanitari dell'Università di Tor Vergata, è uno di quelli che possono meglio illustrare il travaglio non solo organizzativo ma culturale che attraversa la Sanità pubblica in Italia. Si tratta infatti di un argomento di grande rilevanza, da cui può dipendere non solo l'orientamento ma la stessa sorte del nostro Ssn, osservando, fra l'altro, che il contenimento della spesa ha messo in discussione la sopravvivenza stessa dello stato sociale e del Ssn.
Determinare delle priorità tra i possibili interventi di tutela della salute e/o anche tra i potenziali gruppi beneficiari di questi interventi è uno dei problemi più attuali di Sanità pubblica, soprattutto se le priorità verranno stabilite in funzione dell'efficacia, della convenienza economica e delle preferenze del pubblico utente. Non esiste migliore occasione per rivendicare la necessità, per poter scegliere, di approfondite conoscenze epidemiologiche ed il primato della prevenzione, intesa nel senso più ampio del termine (primaria, secondaria e terziaria). Determinare le priorità costringe inoltre a porre l'attenzione sulle diseguaglianze dello stato di salute e sulle sue cause. Uno degli argomenti più consoni alla ricerca epidemiologica ma anche meno trattati per le implicazioni politiche che racchiude (2).
Questo numero della rivista contiene, tra l'altro, le relazioni tenute nella tavola rotonda sul tema delle scelte di priorità in Sanità nonché l'annuncio del 6° Master di Epidemiologia dei servizi sanitari, che vuole rappresentare una occasione di formazione non solo sul rafforzamento e il miglioramento dei servizi sanitari ma, attraverso la disciplina - basata sulla ricerca - dell'epidemiologia, un momento di crescita della cultura di sanità pubblica.

Note

(1)

Olsen N: At last, a public health minister. Now we need a new public health act. BMJ, 1997, 314, 1498-9.

(2)

Haines A - Smith R: Working togheter to reduce poverty's damage. BMJ 1997, 314, 529-30.