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A partire dal
n. 2 del 1994, allorquando abbiamo rilevato la direzione e redazione della Rivista
dopo la morte del fondatore, il prof. Gaetano Del Vecchio, abbiamo costantemente
introdotto piccole e continue modifiche alla Rivista, pur evitando di apportare
sostanziali cambiamenti sia nell'aspetto esteriore che negli indirizzi editoriali
(cfr. IgSanPubbl 1994 pag. 74-80). Con l'uscita del primo fascicolo del 1998,
ci è parso opportuno apportare dei cambiamenti più sostanziali, nelle nostre intenzioni
migliorativi, sottolineare alcuni problemi emersi e discutere l'attuale stato
ed il futuro della rivista. La prima e più evidente modifica è nelle dimensioni
della rivista. Questo ampliamento è teso non tanto ad un aumento quantitativo
del materiale pubblicato quanto qualitativo, nel senso di provvedere ad eliminare
alcune delle lamentele pervenute dai lettori sulle ridotte dimensioni dei caratteri
e conseguente scarsa leggibilità. L'inconveniente è stato speriamo superato con
l'aumento della grandezza e del tipo di caratteri usati e con altri piccoli accorgimenti
di carattere tecnico. Dal punto di vista delle procedure editoriali, a partire
già dal primo fascicolo del 1997 si è provveduto ad istituire il Comitato scientifico
della rivista. Dobbiamo ringraziare i membri che si sono prestati a fare da guida
preziosa ed offrire generosi suggerimenti. Più concretamente ci hanno offerto
il loro giudizio sulla qualità dei lavori prima della loro pubblicazione sulla
rivista. L'attività di filtro nell'accettazione dei lavori è stata così resa più
severa in quanto aggiuntiva a quella effettuata, con grande fatica e anche responsabilità,
dalla sola redazione. Segnaliamo inoltre l'iniziativa della Società Italiana di
Igiene (SItI) di accreditare le riviste igienistiche sulla base di un Regolamento
predisposto dalla Giunta Esecutiva (cfr. SItI notizie n° 1/1998): siamo impegnati
a soddisfare tutti i requisiti per l'accreditamento della nostra Rivista.
Dobbiamo constatare che ci pervengono spontaneamente e con regolarità lavori da
pubblicare, in numero superiore alle capacità della rivista. I manoscritti, se
superano il giudizio degli esaminatori, vengono pubblicati seguendo l'ordine di
arrivo. Abbiamo però anche sollecitato la pubblicazione (su invito) di articoli
che ci sembravano particolarmente meritevoli di attenzione e, soprattutto, gli
Atti di Convegni e/o Congressi il cui contenuto era consono alla nostra materia:
si è provveduto alla loro sollecita pubblicazione quando ancora i contenuti mantenevano
inalterata la loro attualità. Lo sforzo editoriale si può agevolmente quantificare,
negli ultimi quattro anni, in ben 572 pagine nel 1994, 414 nel 1995, 864 nel 1996,
876 nel 1997. Anche la qualità dei lavori, se ci è consentito un giudizio
comparativo con altre riviste italiane, è sufficientemente apprezzabile, se non
altro perché dimostra una attenzione alla ricerca ed alla diffusione dei dati
ed informazioni prodotte che lascia ben sperare nel futuro non tanto della rivista
quanto della disciplina igienistica. La modifica più sostanziale del nuovo
corso riguarda la nostra politica editoriale, con la decisione, piuttosto sofferta,
di eliminare i Quaderni della ricerca sui servizi sanitari. Ci è sembrato che
con la dizione 'Igiene e Sanità pubblica' venisse compresa, anzi ne costituisse
parte integrante, la organizzazione e gestione dei servizi sanitari. Ciò non significa
che l'Osservatorio sui servizi sanitari, costituito presso la Cattedra di Igiene
dell'Università di Tor Vergata per redigere i Quaderni, abbia cessato di esistere
ma soltanto che la sua attività viene integralmente riportata all'interno della
nostra Rivista. Abbiamo invece ritenuto opportuno continuare, nello spirito
della tradizione, a corredare ogni lavoro che apporta un contributo scientifico
dei riassunti in 3 lingue (inglese, francese e tedesco) oltre quello in italiano.
Anche se non ottimale questo indirizzo consente una qualche circolazione internazionale
dei contributi pubblicati. Esiste una forte ed utile concorrenza nel campo
delle informazioni sanitarie specialmente per quelle che riguardano l'organizzazione
e la gestione dei servizi sanitari. La nostra Rivista non può competere con quelle
a carattere giornalistico che, a tiratura settimanale, possono riportare con la
dovuta rapidità le notizie. Abbiamo supplito alla ridotta capacità di rapida informazione
e divulgazione con l'aumento della parte di approfondimento e di aggiornamento.
Contrariamente ai giornali ad alta diffusione, che possono permettersi uno
stabile corpo di redattori, la Rivista si basa sul contributo volontario ed encomiabile
di un gruppo di lavoro che oltre ad organizzare la rivista compatibilmente con
le attività principali non tralascia di fare ricerca nell'ambito dell'Osservatorio
sui servizi sanitari. La rivista non riceve alcun contributo né pubblico né privato
e, come i lettori hanno constatato, non ha alcuna pagina pubblicitaria; conseguentemente
vive solo delle quote di abbonamento e della partecipazione alle spese da parte
di coloro che pubblicano i lavori. Questa partecipazione, si limita però solo
ai casi di testi particolarmente onerosi o per la loro lunghezza o ricchezza di
tavole e/o disegni che fanno elevare i costi di produzione ad un livello insostenibile.
Confidiamo che sia i lettori che gli autori sapranno comprendere queste ragioni,
poiché la rivista non può sopravvivere se non raggiunge almeno il pareggio di
bilancio. Faremo del nostro meglio per renderla più aderente ai desideri dei lettori
e per contribuire a sviluppare sempre più le discipline igienistiche nelle varie
diramazioni che vanno a costituire la Sanità pubblica nel senso più ampio del
termine. |