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Igiene e Sanità Pubblica è una rivista scientifica fondata nel 1945
da Gaetano Del Vecchio.

Editoriale
Le riforme sanitarie europee: analisi delle attuali strategie
Ancora una volta, e a distanza di tempo sempre più ravvicinata, si pone mano in sede legislativa ad un cambiamento sostanziale dell'organizzazione e gestione del Ssn così come si era delineata col D.lgs 502/92 e successive modifiche (1).
Quali sono le ragioni profonde di questo permanente cambiamento che sicuramente provoca uno stentato funzionamento del sistema oltre che sconcerto e difficoltà di inserimento a tutti gli operatori sanitari che lavorano nel Ssn? Per i cittadini queste modifiche sono ancora più arcane e incomprensibili?
Almeno un fatto è certo. Alla complessità del problema si aggiunge una oscurità di linguaggio che può nascondere una voluta mancanza di chiarezza, per rendere le decisioni politicamente accettabili, celando vinti e vincitori o, forse peggio, una confusione di scelte arbitrariamente interpretabili. In ogni caso, nella determinazione degli indirizzi normativi è fortemente presente la dimensione europea, perché in tutti i paesi sono presenti analoghi problemi e perché gli orientamenti non possono non seguire la strada che parte da Maastricht per giungere ad una futura Unione Europea. Non a caso anche nel vicino Regno Unito si è proceduto recentissimamente a riordinare lo 'storico' National Health Service (2).
La profonda ed intelligente analisi dei sistemi sanitari europei eseguita di recente dall'Ufficio europeo dell'organizzazione mondiale della sanità (3) , merita in questo contesto una attenzione particolare. La ricerca è compendiata nel documento "European health care reform: analysis of current strategies", molto ampio ed articolato, di cui la Redazione ha chiesto ed ottenuto l'autorizzazione ufficiale alla traduzione italiana. Per motivi di spazio riteniamo sufficiente portare a conoscenza dei nostri lettori il sommario conclusivo (Allegato 1.5 del documento originale).
La lettura di questa densa sezione dovrebbe essere sufficiente a chiarire la difficoltà di realizzare un sistema sanitario al passo dei tempi che coniughi in misura sostenibile efficacia, efficienza, solidarietà ed attenzione al paziente. L'analisi rende agevole inserire le misure di riordino, proposte ma anche almeno in parte attuate, entro un chiaro schema interpretativo. Allo stesso tempo, il testo lascia chiaramente trasparire quanto faticosa e impegnativa sia risultata la ricerca dell'equilibrio tra le diverse ed anche conflittuali esigenze affrontate.
Ne emerge però un certo numero di indirizzi condivisi ed irrinunciabili, espressi in modo chiaro e semplice. Merita evidenza, perché argomento da sempre a cuore della Rivista, il ruolo della formazione del personale e della ricerca scientifica in Sanità, in particolare per i frequenti ed espliciti richiami ai contenuti della Epidemiologia dei servizi sanitari. È un orientamento che ci conforta, per l'autorevolezza della fonte, e ci spinge a proseguire i programmi di sviluppo della disciplina, attraverso il taglio editoriale della Rivista, ma anche attraverso il Master in Epidemiologia dei servizi sanitari e le attività dell'Osservatorio sui servizi sanitari presso la Cattedra di Igiene dell'Università di Roma Tor Vergata, istituito, già dal lontano 1993.
Note
(1) Basti citare le modifiche introdotte dalla legge Finanziaria 1998 (L. 27.12.1997, n. 449), a cui si è aggiunto il D.Lgs. in corso di emanazione che disciplina il decentramento amministrativo in attuazione alla Legge 59/97 (legge Bassanini); mentre è in discussione alla Camera il disegno di legge delega al Governo (ddl 4230) sulla razionalizzazione del servizio sanitario nazionale.
(2) Cfr. Our healthier nation: a contract for health. London, Stationery Office, 1998.

(3)

Questa analisi fa seguito a quella pubblicata nel lontano 1981 "Health Services
in Europe".