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Igiene e Sanità Pubblica è una rivista scientifica fondata nel 1945
da Gaetano Del Vecchio.

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Editoriale
Sistemi sanitari orientati alla prevenzione

In tutti gli attuali sistemi di erogazione dei servizi sanitari (1) la prevenzione delle malattie non è sufficientemente incoraggiata, a causa di meccanismi organizzativi e gestionali orientati prevalentemente al recupero della salute perduta. Nei sistemi sanitari nazionali maggiormente orientati alla tutela della salute, come il nostro, viene prevalentemente dato impulso alla prevenzione collettiva di tipo tradizionale ed ambientale (2), mentre non ricevono sufficiente stimolo e motivazione molte attività preventive di tipo personale, affidate alla assistenza sanitaria di base. È estremamente interessante a questo proposito seguire l'evoluzione di organizzazioni che forniscono "piani di assistenza amministrata" ('managed care plans'). Questo sistema, che si avvia a diventare il sistema sanitario prevalente negli USA, coprendo ormai oltre 100 milioni di americani, può essere definito come il modello assistenziale ove una organizzazione ('MCO = managed care organization') si assume la responsabilità di tutta l'assistenza sanitaria necessaria (copertura onnicomprensiva dei rischi alla salute) per un individuo, in cambio di un pagamento prefissato (3). Questa dizione è simile al modello assicurativo tradizionale ma se ne differenzia per il fatto che vi è riconosciuta una esplicita attenzione al rischio di cadere ammalati: è evidente il diretto incentivo dell'organizzazione alla riduzione dei costi dell'assistenza ottenuta privilegiando il momento preventivo ed educativo rispetto a quello restaurativo e riabilitativo (4).
I motivi di questa scelta, una vera e propria rivoluzione del sistema sanitario, sono da ricercare nel contenimento della spesa sanitaria che ha rallentato di molto la sua crescita dal 1980 (iniziali tentativi dell'esperienza) alla metà degli anni novanta (5). Il sistema del 'managed care' ha ridotto i costi ed ha migliorato la qualità dell'assistenza, compreso l'accesso. Per citare un esempio significativo, nel Tennessee (USA) alla quota capitaria di 1200 dollari annui si è portato l'accesso della popolazione dal 84% al 95%; la durata della degenza ospedaliera è scesa da 6 a 4,6 giorni; i cateterismi cardiaci sono aumentati da 4,95 al 18,22 ogni 1000 pazienti e i by-pass coronarici dal 1,66 al 2,15 per 1000 pazienti; la completa vaccinazione dei bambini è salita dal 11% al 54%; le visite complete nel periodo infantile da 5 a 962 ogni 1000 bambini; le mammografie da 32 a 42 per ogni 1000 donne eleggibili (6).
Nella versione europea di assistenza amministrata, più che in quella americana, viene introdotta una prospettiva comunitaria rappresentata dall'interesse per il guadagno di salute non solo del singolo soggetto quanto della comunità interessata vista nel suo insieme (7). Ciò porterebbe ad una auspicabile alleanza tra compagnie di assistenza amministrata ed istituzioni di sanità pubblica perché le prime si avvantaggerebbero economicamente dei successi delle seconde (8). In altri termini le organizzazioni di 'managed care' avrebbero tutto l'interesse a rafforzare la loro capacità di migliorare la salute della popolazione integrando le attività di prevenzione delle strutture pubbliche con i loro servizi di assistenza di base e collaborando ai programmi di prevenzione collettiva (9). Inoltre, anche se le organizzazioni di 'managed care' si interessano ad un definito gruppo di popolazione (i propri iscritti), la finalità di promuovere la salute e prevenire le malattie, la missione stessa della sanità pubblica, potrebbe gradualmente estendersi a tutta la popolazione (10).
In un recente rapporto sui rapporti tra sistema sanitario basato sul 'managed care' e diffusione delle malattie infettive, l'autorevole Istituto di Medicina dell'Accademia americana delle scienze (IOM) sottolinea che "man mano che evolve la drammatica ristrutturazione del sistema sanitario nazionale, il managed care mostrerà i suoi effetti non solo sull'erogazione dell'assistenza quanto su molti aspetti dell'organizzazione della sanità pubblica. La lotta contro le malattie infettive mediante la prevenzione, la sorveglianza, il trattamento e la ricerca, rappresenta uno dei settori più importanti in cui le organizzazioni di 'managed care' possono esplicare il loro potenziale per migliorare marcatamente la salute della comunità" (11).
Queste nuove tendenze sono confermate da recenti contributi. Nel 1997 l'Ufficio regionale per l'Europa del WHO ha intrapreso, adattando la tecnica della meta-analisi alla elaborazione di dati sostanzialmente qualitativi, uno studio comparato dei sistemi sanitari dei paesi europei. Si prevede che lo Stato dovrà abbandonare il più comodo (e forse più efficiente) ruolo di fornitore diretto di servizi per diventare acquirente collettivo (o meglio committente) di servizi sanitari (12). Si tratta di un compito molto più gravoso in quanto deve mettere in atto uno sforzo regolamentare più approfondito e puntuale per
governare il mercato sanitario impedendo le distorsioni tipiche di questo tipo di transazioni economiche.
Come per tutti i profondi cambiamenti di sistema, si possono ottenere vantaggi e svantaggi nella misura in cui l'applicazione sia perseguita correttamente e fiduciosamente e riguardata favorevolmente o meno. Non a caso il dibattito sulla introduzione della assistenza amministrata ha fatto versare fiumi di inchiostro (13). Ciò che è certo è che stanno conquistando terreno nuove prospettive che favoriscono l'orientamento dei sistemi sanitari verso la prevenzione ed a privilegiare formule organizzative che coniugano i due obiettivi principali di ogni servizi sanitario: economizzare nella spesa ed ottenere miglioramenti dello stato di salute della popolazione.
La recente acquisizione della autonomia imprenditoriale da parte delle aziende unità sanitarie locali e l'autonomia tecnico-professionale di cui godono il direttore di Distretto ed il direttore del Dipartimento di Prevenzione potrebbero trovare un fertile terreno per sperimentare a livello locale nuove formule organizzative, senza contare che sarebbe anche un modo per riscontrare il valore degli attestati di formazione manageriale che i dirigenti devono conseguire "entro un anno dall'inizio dell'incarico". I Dipartimenti di prevenzione dovrebbero in quest'ottica trasformarsi, con tutte le difficoltà del caso, da semplici fornitori di servizi in organizzatori di tutte le risorse a disposizione delle comunità per migliorare il loro stato di salute ('Public Health Management') (14).

Note
(1) Privatistico, di libero mercato; assicurativo pubblico e/o privato; nazionale cioè di proprietà pubblica a gestione pubblica e/o privata.
(2) Cfr. "funzioni del dipartimento di prevenzione" (art. 7-ter, D. lgs. 19.6.1999,
n. 229).
(3) Questa caratterizzazione ben si adatta alla nostra Azienda sanitaria locale in quanto ambedue sono organizzazioni che si accollano la responsabilità assistenziale e finanziaria di erogare una assistenza sanitaria globale per una definita popolazione in cambio di una somma capitaria prefissata.
(4) Occorre precisare che l'assistenza amministrata (managed care) viene interpretata riduttivamente come una raccolta di tecniche per contenere i costi e migliorare solo la qualità "economica" dell'assistenza. In tale accezione è stata quindi introdotta, più o meno consapevolmente, in tutti i sistemi sanitari del mondo. In senso propriamente più ampio è stato invece accolto il principio di integrare l'assistenza sanitaria, di base, ospedaliera, diagnostica, farmaceutica, domiciliare ed anche preventiva, nelle mani di un'unica organizzazione che si occupa sia degli aspetti assicurativi sia del coordinamento delle strutture erogatrici in proprietà o in convenzione. La materia è talmente importante da aver stimolato, nel 1997, la pubblicazione di una rivista trimestrale internazionale (Journal of managed care) dedicata all'argomento. I managed care plans assumono 3 forme principali di organizzazione: 1. le assicurazioni/mutue che acquistano per conto degli iscritti sul libero mercato prestazioni a prezzi vantaggiosi ed a qualità prefissata; 2. le Organizzazioni per la conservazione della salute, come le organizzazioni di tutela della salute - Health Maintenance Organizations (HMO) - o le organizzazioni con fornitori preferiti - Preferred Provider Organisation (PPO) - cioè fondazioni a carattere mutualistico privato che competono tra di loro per aumentare il numero di iscritti, offrendo una vasta gamma di servizi preventivi e curativi di propria proprietà (attualmente ne esistono circa 300 in tutto il mondo); i clienti pagano un premio assicurativo fisso che li copre dai rischi sia di cadere malati che dalle spese di cura; le HMO forniscono servizi sanitari (ricoveri ospedalieri, prestazioni specialistiche ecc.) per gli iscritti sia con propri medici associati che con risorse acquistate sul mercato; è interesse delle organizzazioni cercare di mantenere in buona salute i clienti in modo da risparmiare sulle spese curative aumentando i propri guadagni; 3. i servizi sanitari prepagati che si assumono "la responsabilità o rischio assistenziale" decidendo quale assistenza fornire ai propri iscritti ed assumendosi le conseguenze finanziarie e legali dell'eventuale sotto- e sovra- trattamento. È l'organizzazione che si sta più rapidamente diffondendo ed è molto simile alla formula di assegnazione del budget prefissato ai medici di medicina generale, proposto ma non attuato in Italia (al contrario della Gran Bretagna dove sono in attività, nel 1995, oltre 2000 studi di medici di medicina generale associati (practice) che gestiscono un budget prefissato (fundholding); questo modello condivide gli obiettivi di privilegiare il mantenimento della salute sulla cura della malattia degli iscritti per risparmiare sull'acquisto delle prestazioni curative.
(5) Marquis MS, Long SH: Trends in managed care and managed competition, 1993-1997. Health Affairs 1999, 18, 75-88.
(6) Cfr. Smith R: Managed health care cuts costs and raises quality. BMJ 1996, 313, 772; Thompson RS et al: Primary and secondary prevention services in clinical practice. Twenty years' experience in development, implementation, and evaluation. JAMA 1995, 273, 1130-35.
(7) Cfr. Fairfield G, Hunter DJ, Mechanic D, Rosleff F: Managed care. Origins, principles, and evolution. BMJ 1997, 314, 1823-6; Fairfield G, Hunter DJ, Mechanic D, Rosleff F: Managed care. Implications of managed care for health systems, clinicians, and patients. BMJ 1997, 314, 1895-8; Hunter DJ - Fairfield G: Managed care. Disease management. BMJ 1997, 315, 50-3.
(8) Armstrong WL: The benefits that disease management could bring to UK health care. J. Managed care 1997, 1, 4-8.
(9) Robbins A, Freeman P: How organized medical care can advance public health. Public Health Rep 1998, 114, 120-5
(10) Showstack J et al: Health of the public: the private sector challenge. JAMA 1996, 276, 1071-4
(11) Davis JR: Managed care Systems and emerging Infections: challenges and opportunities for strengthening surveillance, research, and prevention. Based on a Workshop of the Forum on emerging Infections, Institute of Medicine of National Academy of Sciences, Washington, 1999.
(12) Figueras J - Saltman RB: Building upon comparative experience in health system reform. Europ. J. Publ. Hlth. 1998, 8, 99-101.
(13) Cfr., fra gli altri, Kassirer JP: Is managed care here to stay? NEJM 1997, 336, 1013-4; Ginzberg E, Ostow M: Managed care. A look back and a look ahead. NEJM 1997, 336, 1018-20; Drake DF: Managed care. A product of market dynamics. JAMA 1997, 277, 560.3.
(14) Cfr: Muzzi A: Editoriale. IgSanPubl 1998, 54, 487-8.