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| Editoriale |
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Sistemi sanitari orientati alla prevenzione |
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In tutti gli attuali sistemi di erogazione dei servizi sanitari
(1) la prevenzione delle malattie non è
sufficientemente incoraggiata, a causa di meccanismi organizzativi
e gestionali orientati prevalentemente al recupero della salute
perduta. Nei sistemi sanitari nazionali maggiormente orientati
alla tutela della salute, come il nostro, viene prevalentemente
dato impulso alla prevenzione collettiva di tipo tradizionale
ed ambientale (2), mentre non ricevono sufficiente
stimolo e motivazione molte attività preventive di tipo personale,
affidate alla assistenza sanitaria di base. È estremamente interessante
a questo proposito seguire l'evoluzione di organizzazioni che
forniscono "piani di assistenza amministrata" ('managed care plans').
Questo sistema, che si avvia a diventare il sistema sanitario
prevalente negli USA, coprendo ormai oltre 100 milioni di americani,
può essere definito come il modello assistenziale ove una organizzazione
('MCO = managed care organization') si assume la responsabilità
di tutta l'assistenza sanitaria necessaria (copertura onnicomprensiva
dei rischi alla salute) per un individuo, in cambio di un pagamento
prefissato (3). Questa dizione è simile
al modello assicurativo tradizionale ma se ne differenzia per
il fatto che vi è riconosciuta una esplicita attenzione al rischio
di cadere ammalati: è evidente il diretto incentivo dell'organizzazione
alla riduzione dei costi dell'assistenza ottenuta privilegiando
il momento preventivo ed educativo rispetto a quello restaurativo
e riabilitativo (4).
I motivi di questa scelta, una vera e propria rivoluzione del
sistema sanitario, sono da ricercare nel contenimento della spesa
sanitaria che ha rallentato di molto la sua crescita dal 1980
(iniziali tentativi dell'esperienza) alla metà degli anni novanta
(5). Il sistema del 'managed care' ha ridotto
i costi ed ha migliorato la qualità dell'assistenza, compreso
l'accesso. Per citare un esempio significativo, nel Tennessee
(USA) alla quota capitaria di 1200 dollari annui si è portato
l'accesso della popolazione dal 84% al 95%; la durata della degenza
ospedaliera è scesa da 6 a 4,6 giorni; i cateterismi cardiaci
sono aumentati da 4,95 al 18,22 ogni 1000 pazienti e i by-pass
coronarici dal 1,66 al 2,15 per 1000 pazienti; la completa vaccinazione
dei bambini è salita dal 11% al 54%; le visite complete nel periodo
infantile da 5 a 962 ogni 1000 bambini; le mammografie da 32 a
42 per ogni 1000 donne eleggibili (6).
Nella versione europea di assistenza amministrata, più che in
quella americana, viene introdotta una prospettiva comunitaria
rappresentata dall'interesse per il guadagno di salute non solo
del singolo soggetto quanto della comunità interessata vista nel
suo insieme (7). Ciò porterebbe ad una auspicabile
alleanza tra compagnie di assistenza amministrata ed istituzioni
di sanità pubblica perché le prime si avvantaggerebbero economicamente
dei successi delle seconde (8). In altri
termini le organizzazioni di 'managed care' avrebbero tutto l'interesse
a rafforzare la loro capacità di migliorare la salute della popolazione
integrando le attività di prevenzione delle strutture pubbliche
con i loro servizi di assistenza di base e collaborando ai programmi
di prevenzione collettiva (9). Inoltre,
anche se le organizzazioni di 'managed care' si interessano ad
un definito gruppo di popolazione (i propri iscritti), la finalità
di promuovere la salute e prevenire le malattie, la missione stessa
della sanità pubblica, potrebbe gradualmente estendersi a tutta
la popolazione (10).
In un recente rapporto sui rapporti tra sistema sanitario basato
sul 'managed care' e diffusione delle malattie infettive, l'autorevole
Istituto di Medicina dell'Accademia americana delle scienze (IOM)
sottolinea che "man mano che evolve la drammatica ristrutturazione
del sistema sanitario nazionale, il managed care mostrerà i suoi
effetti non solo sull'erogazione dell'assistenza quanto su molti
aspetti dell'organizzazione della sanità pubblica. La lotta contro
le malattie infettive mediante la prevenzione, la sorveglianza,
il trattamento e la ricerca, rappresenta uno dei settori più importanti
in cui le organizzazioni di 'managed care' possono esplicare il
loro potenziale per migliorare marcatamente la salute della comunità"
(11).
Queste nuove tendenze sono confermate da recenti contributi. Nel
1997 l'Ufficio regionale per l'Europa del WHO ha intrapreso, adattando
la tecnica della meta-analisi alla elaborazione di dati sostanzialmente
qualitativi, uno studio comparato dei sistemi sanitari dei paesi
europei. Si prevede che lo Stato dovrà abbandonare il più comodo
(e forse più efficiente) ruolo di fornitore diretto di servizi
per diventare acquirente collettivo (o meglio committente) di
servizi sanitari (12). Si tratta di un compito
molto più gravoso in quanto deve mettere in atto uno sforzo regolamentare
più approfondito e puntuale per
governare il mercato sanitario impedendo le distorsioni tipiche
di questo tipo di transazioni economiche.
Come per tutti i profondi cambiamenti di sistema, si possono ottenere
vantaggi e svantaggi nella misura in cui l'applicazione sia perseguita
correttamente e fiduciosamente e riguardata favorevolmente o meno.
Non a caso il dibattito sulla introduzione della assistenza amministrata
ha fatto versare fiumi di inchiostro (13).
Ciò che è certo è che stanno conquistando terreno nuove prospettive
che favoriscono l'orientamento dei sistemi sanitari verso la prevenzione
ed a privilegiare formule organizzative che coniugano i due obiettivi
principali di ogni servizi sanitario: economizzare nella spesa
ed ottenere miglioramenti dello stato di salute della popolazione.
La recente acquisizione della autonomia imprenditoriale da parte
delle aziende unità sanitarie locali e l'autonomia tecnico-professionale
di cui godono il direttore di Distretto ed il direttore del Dipartimento
di Prevenzione potrebbero trovare un fertile terreno per sperimentare
a livello locale nuove formule organizzative, senza contare che
sarebbe anche un modo per riscontrare il valore degli attestati
di formazione manageriale che i dirigenti devono conseguire "entro
un anno dall'inizio dell'incarico". I Dipartimenti di prevenzione
dovrebbero in quest'ottica trasformarsi, con tutte le difficoltà
del caso, da semplici fornitori di servizi in organizzatori di
tutte le risorse a disposizione delle comunità per migliorare
il loro stato di salute ('Public Health Management')
(14).
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| Note |
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| (1) |
Privatistico, di libero mercato; assicurativo pubblico e/o privato;
nazionale cioè di proprietà pubblica a gestione pubblica e/o privata. |
| (2) |
Cfr. "funzioni del dipartimento di prevenzione" (art. 7-ter, D.
lgs. 19.6.1999,
n. 229). |
| (3) |
Questa caratterizzazione ben si adatta alla nostra Azienda sanitaria
locale in quanto ambedue sono organizzazioni che si accollano la
responsabilità assistenziale e finanziaria di erogare una assistenza
sanitaria globale per una definita popolazione in cambio di una
somma capitaria prefissata. |
| (4) |
Occorre
precisare che l'assistenza amministrata (managed care) viene interpretata
riduttivamente come una raccolta di tecniche per contenere i costi
e migliorare solo la qualità "economica" dell'assistenza. In tale
accezione è stata quindi introdotta, più o meno consapevolmente,
in tutti i sistemi sanitari del mondo. In senso propriamente più
ampio è stato invece accolto il principio di integrare l'assistenza
sanitaria, di base, ospedaliera, diagnostica, farmaceutica, domiciliare
ed anche preventiva, nelle mani di un'unica organizzazione che si
occupa sia degli aspetti assicurativi sia del coordinamento delle
strutture erogatrici in proprietà o in convenzione. La materia è
talmente importante da aver stimolato, nel 1997, la pubblicazione
di una rivista trimestrale internazionale (Journal of managed care)
dedicata all'argomento. I managed care plans assumono 3 forme principali
di organizzazione: 1. le assicurazioni/mutue che acquistano per
conto degli iscritti sul libero mercato prestazioni a prezzi vantaggiosi
ed a qualità prefissata; 2. le Organizzazioni per la conservazione
della salute, come le organizzazioni di tutela della salute - Health
Maintenance Organizations (HMO) - o le organizzazioni con fornitori
preferiti - Preferred Provider Organisation (PPO) - cioè fondazioni
a carattere mutualistico privato che competono tra di loro per aumentare
il numero di iscritti, offrendo una vasta gamma di servizi preventivi
e curativi di propria proprietà (attualmente ne esistono circa 300
in tutto il mondo); i clienti pagano un premio assicurativo fisso
che li copre dai rischi sia di cadere malati che dalle spese di
cura; le HMO forniscono servizi sanitari (ricoveri ospedalieri,
prestazioni specialistiche ecc.) per gli iscritti sia con propri
medici associati che con risorse acquistate sul mercato; è interesse
delle organizzazioni cercare di mantenere in buona salute i clienti
in modo da risparmiare sulle spese curative aumentando i propri
guadagni; 3. i servizi sanitari prepagati che si assumono "la responsabilità
o rischio assistenziale" decidendo quale assistenza fornire ai propri
iscritti ed assumendosi le conseguenze finanziarie e legali dell'eventuale
sotto- e sovra- trattamento. È l'organizzazione che si sta più rapidamente
diffondendo ed è molto simile alla formula di assegnazione del budget
prefissato ai medici di medicina generale, proposto ma non attuato
in Italia (al contrario della Gran Bretagna dove sono in attività,
nel 1995, oltre 2000 studi di medici di medicina generale associati
(practice) che gestiscono un budget prefissato (fundholding); questo
modello condivide gli obiettivi di privilegiare il mantenimento
della salute sulla cura della malattia degli iscritti per risparmiare
sull'acquisto delle prestazioni curative. |
| (5) |
Marquis
MS, Long SH: Trends in managed care and managed competition, 1993-1997.
Health Affairs 1999, 18, 75-88. |
| (6) |
Cfr.
Smith R: Managed health care cuts costs and raises quality. BMJ
1996, 313, 772; Thompson RS et al: Primary and secondary prevention
services in clinical practice. Twenty years' experience in development,
implementation, and evaluation. JAMA 1995, 273, 1130-35. |
| (7) |
Cfr.
Fairfield G, Hunter DJ, Mechanic D, Rosleff F: Managed care. Origins,
principles, and evolution. BMJ 1997, 314, 1823-6; Fairfield G, Hunter
DJ, Mechanic D, Rosleff F: Managed care. Implications of managed
care for health systems, clinicians, and patients. BMJ 1997, 314,
1895-8; Hunter DJ - Fairfield G: Managed care. Disease management.
BMJ 1997, 315, 50-3. |
| (8) |
Armstrong WL: The benefits that disease management could bring to
UK health care. J. Managed care 1997, 1, 4-8. |
| (9) |
Robbins A, Freeman P: How organized medical care can advance public
health. Public Health Rep 1998, 114, 120-5 |
| (10) |
Showstack J et al: Health of the public: the private sector challenge.
JAMA 1996, 276, 1071-4 |
| (11) |
Davis JR: Managed care Systems and emerging Infections: challenges
and opportunities for strengthening surveillance, research, and
prevention. Based on a Workshop of the Forum on emerging Infections,
Institute of Medicine of National Academy of Sciences, Washington,
1999. |
| (12) |
Figueras J - Saltman RB: Building upon comparative experience in
health system reform. Europ. J. Publ. Hlth. 1998, 8, 99-101. |
| (13) |
Cfr.,
fra gli altri, Kassirer JP: Is managed care here to stay? NEJM 1997,
336, 1013-4; Ginzberg E, Ostow M: Managed care. A look back and
a look ahead. NEJM 1997, 336, 1018-20; Drake DF: Managed care. A
product of market dynamics. JAMA 1997, 277, 560.3. |
| (14) |
Cfr: Muzzi A: Editoriale. IgSanPubl 1998, 54, 487-8. |
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