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Igiene e Sanità Pubblica è una rivista scientifica fondata nel 1945
da Gaetano Del Vecchio.

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Editoriale
Igiene e Sanità Pubblica ed Internet
In ritardo, ma sicuramente non ultima, la rivista Igiene e Sanità Pubblica inizia, a partire da questo numero, la pubblicazione su Internet al sito: http://www.igiene.org. Per la direzione e la redazione della Rivista si tratta di intraprendere una vera avventura nel cyberspazio, di pagare un tributo adeguandosi al progresso tecnologico e di entrare con "le carte in regola" nel nuovo millennio. Pur non essendo al momento possibile prevedere il futuro delle pubblicazioni tradizionali, ci si prepara al momento, da molti previsto (1) anche se non auspicato, della morte delle riviste su supporto cartaceo sostituite dalle comunicazioni elettroniche.
Anche se saranno necessari cambiamenti formali per adeguare la Rivista ai canoni informatici, rimane immodificata la sua missione editoriale: Igiene e Sanità Pubblica continua ad avere l'aspirazione di essere una rivista scientifica, a diffusione nazionale, che si basa sul confronto tra la teoria e la pratica e viceversa, al fine di trovare strategie e sinergie per la tutela e la promozione della salute umana.
Ma il desiderio segreto dell'operazione è quello di utilizzare nuovi canali informativi per allargare la platea dei lettori e per meglio diffondere i contenuti delle due discipline che compongono il titolo della rivista (2), due traguardi che mettono paura, perché non è sufficiente disporre della possibilità, offerta da Internet, di raggiungere tutti i soggetti potenzialmente interessati alle due discipline. Occorre offrire un prodotto che stimoli l'interesse dei lettori (e che sarà possibile verificare) (3).
La logica di mercato attribuisce al venditore la responsabilità di attrarre l'interesse del compratore ma trascura il fatto che, per l'acquisto di cultura, si deve trovare un ambiente che incoraggi e premi coloro che si impegnano, che cioè valgano i principi di una società meritocratica. E di cultura, e non solo di sapere scientifico, tratta la nostra materia. È il desiderio di incrementare più il sapere che "forma" che non il sapere che "sa": la sanità pubblica ha bisogno più di "pensiero" perché di "sapere" ne ha già a sufficienza e, senza pensiero, del sapere non sa cosa farsene. Weed afferma che "per meglio comprendere i rapporti esistentitra Epidemiologia e Sanità pubblica, e per dare una risposta ai quesiti su chi siamo, cosa è giusto fare, come pensare, e come agire, gli epidemiologi devono andare al cuore della stessa umanità, alla storia, alla filosofia della scienza, all'etica, alla letteratura, all'arte. Nell'ambito delle discipline umanistiche si nasconde la comprensione del passato e del presente dell'Epidemiologia e la chiave del suo futuro" (4).
A questo proposito, l'immagine del logo della Rivista, all'apertura del sito, stimola ci auguriamo la curiosità dei lettori. Il logo rappresenta il sigillo della celebre scuola medica di Salerno, sorta intorno all'anno mille, con al centro S. Matteo, protettore della città, ai lati due dottori, nel tondo la designazione di Salerno come città Ippocratica (Civitas Hippocratica).
Il riferimento è oltre che alle origini natali del fondatore della Rivista, Gaetano Del Vecchio, anche alla trattazione che ha reso famosa questa scuola: il Regimen Sanitatis Salernitanum detto anche Flos medicinae Salerni (5).
Si tratta della Regola della sanità salernitana (6) - "fior fiore" della sapienza medica del tempo - che, nella penuria di mezzi diagnostici e terapeutici, impartiva precetti non tanto per guarire quanto per mantenersi sani (7).
Al primo, superficiale contatto col cosiddetto mondo virtuale, appaiono determinanti per le linee editoriali la potenza di comunicazione e la possibilità di dialogo. Si può considerare Internet come una comunità di persone, aperta e non regolamentata, che comunicano liberamente ed a basso costo tra loro attraverso computer e per mezzo di una rete elettronica internazionale: la rete di comunicazione mondiale (World Wide Web) permette a chi l'usa di accedere in modo semplice alle informazioni sotto forma non solo di testo ma di immagini, di suoni e di video. Il successo di questo esaltante strumento è documentato dalla dilatazione geometrica della rete, dal proliferare dei siti, dal numero crescente di utenti (8).
Internet è diventato uno strumento indispensabile di informazione/formazione. Vi si trova abbondante materiale per un aggiornamento sui più vari argomenti come pure, utilizzando specifici siti, un sussidio alla soluzione di concreti problemi che devono essere risolti.
Il moderno movimento della Sanità basata sulle prove di efficacia (Evidence-based Health Care = EBHC) si fonda proprio sulla possibilità di consultare e ricevere in tempo reale, attraverso Internet, informazioni inerenti campi specifici diindagine. La formazione a distanza, tramite Internet, si è aggiunta ai tradizionali metodi formativi come la partecipazione a corsi, a convegni e congressi.
Il libero accesso al sito della Rivista permetterà di reperire gli articoli che trattano temi di specifico interesse, con ricerca per Autore e per Argomento, inviare articoli per la pubblicazione, ottenere informazioni su congressi e riunioni(9), e mediante opportuni collegamenti (links esterni), ottenere un rapido accesso ad altri siti di interesse per la nostra materia. Si tratta, a ben vedere, di un progetto a lungo termine di costruzione di un sito che possa diventare un punto di riferimento per gli operatori di sanità pubblica. Fin d'ora è possibile ottenere informazioni sul Master di Epidemiologia dei Servizi Sanitari, giunto alla sua nona edizione annuale, avere notizie aggiornate ed iscriversi a Corsi e Giornate di Studio programmate dalla Cattedra di Igiene dell'Università di Roma Tor Vergata, mettersi in contatto con quest'ultima e con il centro didattico per le professioni sanitarie non mediche. Da non sottovalutare infine un primo timido tentativo di internazionalizzazione mediante la pubblicazione dei riassunti dei lavori scientifici in varie lingue per facilitare l'accesso di esperti stranieri.
Non si può a questo punto ignorare che la rivista diventa disponibile anche al vasto pubblico, ai cittadini, ai non esperti, con ulteriori responsabilità per la redazione. Il libero accesso del cittadino alla grande massa di informazioni riguardanti la salute, disponibili su Internet, ha la potenzialità di essere molto utile per la promozione e la tutela della salute ma anche quella, se non usato convenientemente, di diventare paradossalmente causa di danni alla salute. Informazioni corrette e facili da comprendere possono infatti giovare alla formazione di un cittadino preparato e consapevole in materia sanitaria ma informazioni non accurate, o che inducano in errore, possono causare danni alla salute. Tant'è vero che sono stati proposti stringenti criteri per accertare la qualità delle informazioni reperibili su Internet (10). L'educazione sanitaria, e più modernamente la promozione della salute, non possono fare a meno di comunicare a condizione che le informazioni siano chiare, oneste, comprensibili e scientificamente provate. Il Servizio sanitario inglese ha istituito, nel novembre 1997, il Centro per la qualità delle informazioni sanitarie (Centre for Health Information Quality = ChiQ) (11) deputato proprio a fornire ai cittadini informazioni di elevata qualità sui servizi, sui trattamenti e sui risultati ottenuti. Si parla addirittura di Informatica medica per il consumatore (12), un ramo della informatica medica che analizza e cerca di soddisfare i bisogni di informazione dei cittadini.
La parte più temeraria ed impegnativa del progetto è prendere atto che Internet non è, né può essere, un mezzo di comunicazione unidirezionale ma un accesso, una condivisione e uno scambio di informazioni, un dialogo interattivo tra utenti e Redazione. Quest'ultima viene investita dall'impegno, nello spirito di attività di volontariato che la caratterizza, di offrire servizi on-line nel senso di attivare, per ora in via sperimentale, un servizio che risponda ad eventuali interrogativi provenienti sia da parte di professionisti che di semplici cittadini. In questo sforzo si fa assegnamento sull'aiuto dei membri del Comitato scientifico, dei colleghi igienisti ed operatori sanitari, dei sostenitori della Rivista e di ogni persona che, avendo accesso ad Internet può diventare, se vuole, un potenziale partecipante al processo di costruzione e diffusione de
i problemi della salute.
Note  
(1) LAPORTE RE et al. The death of biomedical journals. BMJ 1995, 310, 1387-90.
(2) PANÀ A. Editoriale. Lettera aperta ai lettori della Rivista. IgSanPubl. 1994, 50,
74-80.
(3) Al pari degli abbonati, sarà possibile numerare i contatti (hits) col sito della rivista.
(4) WEED DL. Epidemiology, the Humanities, and Public Health. Am.J.Publ.Hlth. 1995,
85, 914-18.
(5) La regola sanitaria salernitana (edizione integrale). Tascabili economici Newton, Roma 1993.
(6) Si parla di sanitas (salute collettiva, a valenza estensiva, mirata alla prevenzione) e non di salus (salute individuale, a valenza intensiva, mirata al recupero).
(7) I primi otto versi di questo poema didascalico possono, a distanza di 1000 anni, ancora ben figurare come manifesto "politico" della Rivista: "Se vuoi vivere sano e immune da tutti i morbi, allontana i gravi affanni, imprimi nella mente che è nocivo adirarti, riduci il vino schietto quando mangi, considera utile alzarti dopo aver mangiato, evita la siesta pomeridiana, non trattenere a lungo l'urina né le feci, stringendo forte l'ano. Vivrai a lungo se osserverai attentamente questi precetti. Se non hai medici a disposizione, saranno tue medicine queste tre cose: mente lieta, tranquillità e alimentazione moderata".
(8) Solo nel 1995 il BMJ non riportava ancora la voce bibliografica "Internet" o "Web" ma al suo posto vi era il termine, forse più corretto, di "rete di comunicazione tramite computer" (Computer communication network).
(9) Per ottenere maggiore tempestività di informazione, la rubrica Congressi, Convegni e Corsi, verrà pubblicata solo in versione Internet.
(10) KIM P et al. Published criteria for evaluating health related web sites: review. BMJ 1999, 318, 647-9.
(11) Centre for Health Information Quality. Highcroft, Romsey Road, Winchester, England (SO22 5DH). E-mail: chiq@hfht.org; web site: http://.org/chiq.
(12) EYSENBACH G. Consumer health informatics. BMJ 2000, 320, 1713-6.