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Igiene e Sanità Pubblica è una rivista scientifica fondata nel 1945
da Gaetano Del Vecchio.

Indice>Articolo>Riassunto
Il ruolo dell'ospedale nella gestione dell'assistenza
integrata ai tossicodipendenti ed ai soggetti a rischio:
un'esperienza dell'azienda policlinico Umberto I di Roma (*)
Testo integrale (352KB)
Appendice
Versione semplificata della cartella clinica utilizzata nel progetto di ricerca
Intervento integrato di accoglienza,trattamento, orientamento ed indirizzo
per tossicodipendenti e soggetti a rischio
(119KB)
Antonio Boccia [1], Paolo Villari [1], Anna Patrizia Barone [1,2], Lamberto Manzoli [1,3]
[1]
Sezione di Igiene, Dip. di Medicina Sperimentale e Patologia,
Università La Sapienza di Roma
[2] Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva,
Università Tor Vergata di Roma
[3] Scuola di Specializzazione in Igiene e Sanità Pubblica, Università di Bologna
Parole chiave:Tossicodipendenza; Dipartimento di Emergenza; Assistenza integrata.
Keywords:Drug abuse; Emergency Department; Integrated health care.
Riassunto
Introduzione.
È noto che il soggetto abusatore di droga, alcool o farmaci, durante il suo percorso di consumatore di sostanze psicoattive, ha un'elevata probabilità di incontrare una o più strutture ospedaliere a causa di patologie alcool/droga-correlate (sindrome d'astinenza, overdose o intossicazione acuta, malattie infettive, etc.), o di altre situazioni cliniche acute (ad esempio, traumi). Di fronte a queste richieste l'Ospedale deve saper rispondere non solo in termini di diagnosi e terapia dell'evento intercorrente, ma anche di orientamento verso le più idonee strutture di riabilitazione e di recupero, approfittando della condizione di "vulnerabilità" che spesso caratterizza l'accesso ad un Pronto Soccorso e che può costituire una straordinaria opportunità sia per attuare interventi di prevenzione sia per avviare un iter terapeutico e/o riabilitativo. Gli autori riportano nel presente lavoro i risultati del progetto di ricerca Intervento integrato di accoglienza, trattamento, orientamento ed indirizzo per tossicodipendenti e soggetti a rischio, oggetto di una convenzione stipulata tra la Sezione di Igiene del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia dell'Università di Roma La Sapienza, il Dipartimento Affari Sociali della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il MURST. Il progetto propone un modello che assegna all'Ospedale un ruolo significativo nella cosiddetta "rete integrata di servizi" che, come è noto, rappresenta il paradigma attuale del sistema di assistenza ai tossicodipendenti.
Metodi.
Il modello utilizzato prevede la costituzione di un team multidisciplinare composto da internisti, psichiatri e psicologi, tossicologi, nutrizionisti, assistenti sociali ed igienisti, sensibilizzati e formati in modo specifico all'approccio ed alla valutazione dei soggetti con problemi di abuso/dipendenza da alcool, droghe e farmaci, giunti per qualunque motivazione al Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA). I pazienti, sottoposti a ricovero in caso di necessità, sono successivamente indirizzati, sulla base della valutazione del team di specialisti, verso le strutture operanti sul territorio nel campo della tossicodipendenza (Dipartimento di Igiene Mentale, Ser.T., Comunità Terapeutiche, Alcolisti Anonimi, etc.).
Risultati.
Nel biennio 1998-2000 sono stati inclusi nel progetto 453 soggetti, per un totale di 499 accessi al DEA del Policlinico Umberto I di Roma. In base alla sostanza usata più frequentemente i soggetti reclutati sono stati classificati in 6 gruppi: alcool (41,5%), eroina (17,2%), poliabuso (15,2%), soggetti a rischio (10,7%), farmaci (9,7%) e cocaina (4,6%), con la precisazione che nella categoria soggetti a rischio sono stati inclusi gli individui con assunzione occasionale di sostanze psicoattive o con anamnesi di pregressa dipendenza. Il campione di individui reclutati ha mostrato alcune caratteristiche omogenee in tutti i gruppi, come ad esempio il sesso (prevalentemente maschile), l'età (intorno ai 30 anni, con l'eccezione degli alcolisti, di età media pari a 44 anni), la scolarità (generalmente bassa), l'occupazione (prevalentemente disoccupati), il codice di gravità (prevalentemente "verde" o "giallo"), la bassa età di inizio dell'uso di sostanze psicotrope (18-25 anni), l'elevata frequenza di ricovero in ospedale (più del 50% dei casi) e uno stato nutrizionale per lo più nella norma. La variabile compliance al trattamento, considerata dal gruppo di ricerca indicatore indiretto di una predisposizione positiva dei soggetti inclusi nel progetto nei confronti dell'intervento integrato di assistenza proposto, è risultata generalmente elevata, in quanto più del 70% dei soggetti ha mostrato la piena disponibilità a seguire le indicazioni del gruppo di ricerca. Le variabili che influiscono in modo significativo sulla compliance al trattamento sono risultate, in modelli di regressione logistica multipla, lo stato di non disoccupazione e soprattutto la coscienza del proprio stato di malattia.
Conclusioni.
I risultati ottenuti sembrano indicare con sufficiente chiarezza che il coinvolgimento del Dipartimento di Emergenza e Accettazione nella rete integrata di servizi per i tossicodipendenti, oltre al valore epidemiologico di raccolta dei dati su questo tipo particolare di utenza, rappresenta un punto centrale per l'inserimento degli stessi nella rete di servizi di recupero e terapia. In particolare i dati sulla compliance al trattamento sembrano confermare che la condizione di vulnerabilità che spesso caratterizza l'accesso ad un Pronto Soccorso può rappresentare nei soggetti che fanno uso/abuso di droghe, alcool o farmaci il momento di apertura di una "finestra terapeutica" in grado di innescare un circolo virtuoso che porti al raggiungimento di importanti traguardi terapeutici e preventivi. Gli Autori concludono con alcune riflessioni sulla organizzazione dell'assistenza ai tossicodipendenti, sottolineando, tra l'altro, il ruolo centrale nel sistema di assistenza svolto dai Ser.T., che devono avere tuttavia l'ospedale ed i servizi di Pronto Soccorso come interlocutori privilegiati. Le difficoltà che si incontrano nell'attuazione di collegamenti stabili tra ospedale e servizi operanti sul territorio richiedono tuttavia la dislocazione stabile presso le strutture ospedaliere di emergenza di personale in servizio presso i Ser.T., finalizzata al raggiungimento di connessioni efficaci con i numerosi servizi pubblici e privati operanti nel settore.
Summary - The role of the hospital in the integrated health care of drug addicts and at-risk subjects: the experience of the Azienda Policlinico Umberto I in Rome
Introduction.
It is well known that drug-abuse subjects, alcoholists, or individuals misusing pharmaceuticals, during their history as psychoactive substance consumers, are very likely to come across one or more hospital facilities, on account of alcohol/drug-related diseases (withdrawal syndrome, overdose, acute poisoning, infectious diseases, etc.), or because of other acute clinical conditions (e.g. trauma). On these occasions, the hospital should not reply exclusively in terms of diagnosis and therapy of the immediate episode, but also in terms of steering these subjects towards the most competent community services, taking advantage of the vulnerability that often accompanies the access to an emergency department. This vulnerability may represent an important opportunity either to realize preventive intervention or to start a therapeutical and rehabilitive path. In the present paper the authors report the results of the research project "An integrated approach for reception, treatment, and prevention for drug-addicts and at-risk subjects", object of an agreement drawn up by the Hygiene Section of the Department of Experimental Medicine and Pathology of the University of Rome "La Sapienza", the Department of Social Affairs of the Presidency of the Minister Council and the MURST. The project proposes a model which assigns to the hospital a significant role in the so called "integrated network of services", which represents the current pattern of the health care for drug addicts.
Methods.
The project took place in the emergency department of the Azienda Policlinico Umberto I of Rome. All subjects with direct or indirect signs of alcohol and drug abuse were evaluated by a multidisciplinary team formed by specialists in internal medicine, psychiatrists and psychologists, toxicologists, nutritionists, social assistants and public health specialists. The patients were hospitalized in case of need and, after the assessment by the specialists' team, were sent to the existing community services (alcoholics anonymous associations, therapeutic communities, Ser.T., mental health centers, etc.).
Results.
In the period 1998-2000, 453 subjects were recruited in the project, for a total of 499 accesses to the emergency department. According to the most frequently used substance, subjects have been classified in 6 groups: alcohol (41.5%), heroin (17.2%), polyabuse (15.2%), at-risk subjects (10.7%), pharmaceuticals (9.7%) and cocaine (4.6%). At-risk subjects include both occasional psychoactive substance consumers and ex-addicts. The sample showed several features homogeneous in all groups, such as, for instance, gender (male, for the most), age (around 30 years, with the exception of alcoholists, aged 44 on average), schooling (generally low), occupational status (mostly being unemployed) and severity code (usually "green" or "yellow"). The age of beginning of substance abuse was generally low (18-25 years), whereas the frequency of admission to the hospital was generally high (more than 50% of cases). Subjects on average showed a good nutritional status. The compliance to the treatment, that should be perceived as a full willingness to follow the research team's suggestions, was high (more than 70%). The compliance increased significantly, in a multiple logistic regression model, if subjects had a regular job and were aware of their disease condition.
Conclusions.
The results of this study indicate that the involvement of the hospital emergency department within the integrated network of services for drug-addicts is an effective tool to initiate interventions. Specifically, data on the compliance to the treatment seems to confirm that the vulnerability which often accompanies the access to the emergency department may represent the occasion for the opening of a "therapeutical window" for drug-abuse subjects, alcoholists, and individuals misusing pharmaceuticals. Such opening may then trigger a virtuous circle, leading to important therapeutical and preventive results. The authors conclude with some considerations on the organization of the health care for drug-addicts, outlining the central role inside the network of SerTs, which, however, should include hospitals and emergency services among their preferential partners. The steady dislocation of Ser.T. personnel inside the hospital emergency services is likely to achieve effective and stable connections between the hospital and the community services.
Resumé - Le rôle des hôpitaux dans le cadre de l'assistance intégrée aux toxicomanes et aux sujets à risque: le cas de l'Hôpital Umberto I à Rome
Introduction.
Au cours de leur état de toxico-dépendance, les sujets qui abusent de drogue, d'alcool et de médicaments, sont susceptibles d'être hospitalisés à plusieurs reprises à cause des pathologies liées à l'alcool ou aux drogues (syndrome d'abstinence, overdose, empoisonnement aigu, maladies infectieuses etc.), ainsi qu'à d'autres conditions aigues (par exemple les traumatismes). Dans ces cas là, les hôpitaux ne devraient pas seulement fournir des diagnostics et des thérapies, mais ils devraient aussi fournir des services de consultations pour adresser leurs patients aux structures sanitaires de récupération et de réhabilitation, profitant ainsi de l'occasion de mener des traitements de prevention et, en même temps, d'entamer des thérapies de réhabilitation. Les auteurs ont rapporté les résultats d'une recherche nommée: "Une approche intégrée pour l'acceptation, le traitement et la prevention des drogués et des sujets à risque". Cette étude découle d'un accord entre la Section d'Hygiène du Département de Médecine Expérimentale et de Pathologie de l'Université de Rome "La Sapienza"; le Département des Affaires Sociales auprès de la Présidence du Conseil des Ministres; et le MURST. Selon ce projet, les hôpitaux jouent un rôle très important dans le cadre de ce qu'on appelle "le réseau intégré des services", qui représente le modèle couramment adopté pour les services sanitaires fournis aux toxicomanes.
Méthodes.
Cette étude a été menée dans le cadre des urgences de l'Hôpital Umberto I à Rome. Tous les sujets qui, tant directement qu'indirectement, présentaient des symptômes d'abus de drogue, ont été évalués par un groupe de professionnels de médecine interne, psychiatres et psychologues, toxicologues, nutritionnistes, assistants sociaux et spécialistes de santé publique. Les patients, qui en cas de besoin étaient hôspitalisés, après avoir été évalués par le groupe de spécialistes, étaient adressés aux différents services sanitaires de communauté (les associations des alcooliques anonymes, les communautés thérapeutiques, les Ser.Ts, les centres de santé mentale etc.).
Résultats. Entre 1998 et l'an 2000, sur 499 patients qui ont été acceptés aux urgences de l'Hôpital Umberto I à Rome, 453 d'entr'eux ont été inclus dans cette étude. Les sujets ont été divisés en 6 groupes, selon la substance dont ils faisaient l'usage: alcool (41,5%), héroïne (17,2%), polyabuse (15,2%), sujets à risque (10,7%), médicaments (9,7%) et cocaïne (4,6%). Les sujets à risque comprennent tant les usagers occasionnels de substances psychoactives que les anciens toxicomanes. L'échantillon a montré des caractéristiques homogènes dans tous les groupes: genre (principalement des mâles); âge (environ de 30 years, à ceci près des alcooliques qui avaient en moyenne 44 ans); éducation (généralement d'un bas niveau), condition d'emploi (principalement des sans-travail) et code de gravité (normalement "vert" ou "jaune"). L'âge de début était en général assez jeun (18-25 ans), tandis que la fréquence de l'hospitalisation était assez élevée (plus que 50% des cases). En moyenne, les sujets montraient un état nutritionnel assez bon. La 'compliance' au traitement - qui doit être perçue comme la volonté du patient de suivre les avis de l'équipe de recherche - était elle aussi élevée (plus que 70%). Dans le cadre d'un modèle de régression logistique multiple, la 'compliance' augmentait si les sujets avaient un travail régulier et s'ils étaient conscients de leur condition pathologique.
Conclusions.
Inclure les urgences hospitalières dans le cadre du réseau des services sanitaires offerts aux toxicomanes, semble une solution efficace tant pour entamer des thérapies et des traitements de récupération, que pour collecter des données rélatives à ce genre de pathologies. En l'occurrence, les données concernant la "compliance" du patient au traitement, semblent confirmer que la vulnérabilité des patients au moment de l'acceptation aux urgences peut représenter une opportunité pour ouvrir des "fenêtres thérapeutiques" vis à vis des toxicomanes, des alcooliques et de ceux qui abusent des médicaments. Celà peut à son tour entamer un circle vertueux susceptible de fournir des importants résultats thérapeutiques et de prevention. L'étude se termine avec quelques remarques sur l'organisation des services sanitaires aux toxicomanes, mettant en évidence le rôle joué par les SerTs qui devraient inclure les hôpitaux et les urgences parmi leurs partners principaux. Un constant déplacement du personnel des SerTs à l'intérieur des urgences hospitalières peut bien augmenter les liens entre les hôpitaux et les services de communauté.

Zusammenfassung - Rolle des Krankenhauses zum integrierten Beistand von Drogen- und anderen Süchtigen: Erfahrungen im Poliklinikum Umberto I Roms
Einführung.
Alle Süchtigen, ob auf Drogen, Alkohol oder Arzneimittel, kommen im Laufe der Zeit ihres Gebrauches von psychoaktiven Substanzen, auf Grund von Alkohol/Drogen bedingter Pathologien (Abstinenz-, Overdose- oder Vergiftungs-Syndrome, Infektionskrankheiten), oder anderer akuter klinischer Zustände (z.B. Trauma), früher oder später mit Krankenhausstrukturen in Berührung. Das Krankenhaus muß nicht nur zur Diagnose und Therapie, sondern auch zur Orientierung in die am besten geeigneten Rehabilitations- und Wiederherstellungs-Strukturen, vorbereitet sein. Das heißt es muß der Umstand der "Schwäche" des Einlieferungszustandes in die Erste Hilfe wahrgenommen werden, da er eine außergewöhnliche Gelegenheit zu therapeutischen und/oder rehabilitiven Vorbeugungseingriffen darstellt. Die Verfasser stellen die Ergebnisse des Studienprojektes Integrierter Eingriff bei Aufnahme, Behandlung, Orientierung und Richweisungg für Drogen- und andere Süchtige vor, das Objekt eines Abkommens zwischen der Hygienesektion des Departements Versuchsmedizin und Pathologie der Universität "La Sapienza" Rom, dem Departement Sozialhilfe des Vorsitzes des Ministerrats und dem MURST ist. Das Projekt schlägt ein Modell vor, das dem Krankenhaus eine bedeutende Rolle im sogenannten "Integrierten Netz der Dienstleistungen" anweist das, wie bekannt, das aktuelle Paradigma im System der Hilfeleistungen der Drogensüchtigen darstellt.
Methoden.
Das verwendete Modell sieht die Einrichtung eines, aus verschiedenen Disziplinen, wie Internisten, Psychiater, Psychologen, Toxikologen, Ernährungswissenschaftler, Sozialhelfer und Hygieniker zusammengesetzten Teams vor, alle sensibilisiert und spezifisch vorbereitet auf Erkennung und Beurteilung von Personen mit Droghen- Alkohol- und Arzneimittelmißbrauch/Abhängigkeit, die aus irgendwelchen Gründen mit dem Departement für Not- und Aufnahmefälle (DEA) in Berührung kommen. Die Pazienten, mit oder ohne Krankenhausaufnahme, werden danach, je nach Beurteilung des Spezialistenteams, in die relativen Strukturen eingewiesen (Departement für Geisteskranke, Assistenzstellen für Drogensüchtige (Ser.T.), Therapeutische Gemeinschaften, Alkoholisierten-gemeinschaften, usw.).
Ergebnisse. In den Jahren 1998-2000 wurden im Projekt 453 Personen registriert, mit einer Gesamtzahl von 499 Aufnahmen in die DEA des Poliklinikums Umberto I von Rom. Die Pazienten wurden nach den am häufigsten gebrauchten Substanzen in 6 Gruppen gegliedert: Alkohol (41,5%), Heroin (17,2%), Polyabhängigkeit (15,2%), Risikofälle (10,7%), Arzneimittel (9,7%), Kokain (4,6%), dabei muß gesagt werden, daß in der Gruppe Risikofälle alle diejenigen, mit nur gelegentlichen oder früheren Kontakten mit psycoaktiven Substanzen, eingeschlossen wurden. Dabei zeigten alle Gruppen homogene Eigenschaften, wie z. B. Geschlecht (haupsächlich männlich), Alter (um die 30 Jahre, mit Ausnahme der Alkoholisten, die im Durchschnitt ungefähr ein Alter von 44 Jahren aufweisen), Schulbesuch (normalerweise niedrig), Arbeit (in der Regel Arbeitslose), Gravitätskodex (hauptsächlich "grün" oder "gelb"), Anfangsalter (18-25 Jahre), Mehrvorkommen von Krankenhauseinweisungen (in mehr als 50% der Fälle) und einen mehr oder weniger normalen Ernährungszustand. Die Bereitschaft zur "Mitarbeit", von der Studiengruppe als indirekter Anzeiger einer positiven Veranlagung gewertet, war normalerweise ziemlich hoch, da mehr als 70% der Pazienten mehr als bereit waren die Anweisungen der Studiengruppe zu befogen. Was die Bereitschaft zur "Mitarbeit" an der Therapie betrifft, wurde festgestellt, daß sie von der Nichtarbeitslosigkeit und vor allem vom Verständnis des eigenen Krankheitszustandes ganz besonders beeinflußt wird.
Schlußfolgerungen.
Die Ergebnisse scheinen ziemlich klar anzuzeigen, daß die Miteinbeziehung des Departements für Not- und Aufnahmefälle in das integrierte Assistenznetz für Drogensüchtige, außer der epidemiologischen Wichtigkeit der Datensammlung dieser besonderen Pazientengruppe, einen zentralen Punkt für ihre Einordnung in das Netz der Rehabilitation und Therapie, darstellt. Vor allem die "Mitarbeit" Werte scheinen den Schwächezustand bei der Einlieferung in die Erste Hilfe Station zu bestätigen und bedeuten in den Pazienten ein "therapeutisches Fenster", das wichtige therapeutische und vorbeugende Möglichkeiten erreichbar werden läßt. Die Verfasser schließen mit einigen Überlegungen zur Organisation der Drogensüchtigenassistenz ab, wobei sie unter anderem die zentrale Rolle der Assistenzstellen für Drogensüchtige (Ser. T.) im Assistenzsystem, unterstreichen, die aber andrerseits das Krankenhaus und die Erste Hilfe Stationen als privilegierte Unterredner haben müssen. Die auftretenden Schwierigkeiten in der Verwirklichung stabiler Zusammenarbeit zwischen Krankenhaus und Assistenzsystemen benötigen jedoch eine beständige Anwesenheit von Personal der Drogensüchtigenassistenz (Ser.T.) in den Erste Hilfe Stationen der Krankenhäuser, um wirkungsvollere Verbindungen zwischen den zahlreichen öffentlichen und privaten Diensten in diesem Sektor zu erreichen
(*) La presente ricerca si è svolta nell'ambito di una Convenzione avente per oggetto Intervento integrato di accoglienza, trattamento, orientamento ed indirizzo per tossicodipendenti e soggetti a rischio, stipulata tra il Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, il Dipartimento Affari Sociali della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia (Sezione di Igiene) dell'Università degli Studi La Sapienza di Roma. Hanno operato nell'ambito della Convenzione, rendendo così possibile la ricerca: Unità di Igiene e di Organizzazione Sanitaria - Antonio Boccia (coordinatore), Anna Patrizia Barone, Maria De Giusti, Lamberto Manzoli, Carla Perria, Alessandra Tassoni, Paolo Villari; Unità Internistica - Giuliano Bertazzoni (coordinatore), Annamaria Littera, Berardina Valerii, Pasquale Staropoli, Giancarlo Aguglia, Benita Potente; Unità Tossicologica - Paolo Nencini (coordinatore), Maria Caterina Grassi, Aldo Badiani, Manuela Graziani, Letizia Antonilli, Roberto Marusso, Anna Colletta, Daniela Del Duchetto, Francesca Pisetzky, Carmen Suriano; Unità Psichiatrica - Roberto Tatarelli (coordinatore), Iginia Mancinelli, Vittorio Digiacomantonio, Fiamma Vassallo. A tutti va l'ampio riconoscimento ed il vigoroso ringraziamento degli estensori del lavoro.
I risultati della ricerca sono stati presentati e discussi nel corso del Convegno Nazionale "Ospedale e Territorio", tenutosi a Roma presso la Sala del Cenacolo di Montecitorio il 6 dicembre 2000 con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dei Ministeri della Sanità e dell'Università e degli Assessorati Regione Lazio per le Politiche della Salute e per le Politiche per la Famiglia, Infanzia e Servizi Sociali.