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Le
prove scientifiche per gli interventi di sanità pubblica Scientific
Evidence of public health actions |
| (Medline
- Index - Medicus) | | In
un momento in cui viene richiesto a tutti coloro che prendono decisioni in nome
o per conto dei cittadini [1], di dimostrare la giustezza
di queste determinazioni [2], non è dato sapere se
lorientamento di prendere decisioni basate su prove scientifiche (evidence-based)
sia figlio o padre del desiderio di giustificare le azioni intraprese. Sappiamo
però che i moderni mezzi di informazione consentono a chiunque, tanto più
se competente, il controllo di interventi anche molto tecnici, verificando la
loro aderenza a quanto è pubblicamente conosciuto [3].
Non desta allora meraviglia che la risposta al bisogno di diffondere conoscenze
anche ai non esperti presenta le stesse caratteristiche di un movimento politico-sociale:
crescita spontanea, devozione alla causa, adesione diffusa, fiducia in un cambiamento
culturale e sociale. Da quando poi Dave Sackett ha proclamato limperativo
di praticare una Medicina più scientifica, basata cioè su prove
di efficacia [4], nessun clinico osa mettere in dubbio,
per la sua eleganza intellettuale, la validità di questo movimento, anche
se non sono mancati rimproveri, primo tra tutti da parte dello stesso padre della
EBM [5]. Secondo i critici più attenti la EBM potrebbe
rappresentare una nuova e moderna forma di prepotere professionale
che allasimmetria conoscitiva della materia tecnica aggiunge quella informativa
[6]. Si avverte quindi la sensazione di vivere nel pieno
della stagione "evidence-based" e cioè lillusione (secondo
alcuni) oppure la certezza (secondo altri) di riuscire a dare una veste scientifica
a tutti gli atti ed a tutte le decisioni prese nella quotidiana attività
del mondo sanitario [7]. Se uno stretto rapporto tra
scienza e pratica è necessario nellesercizio quotidiano della pratica
clinica (Evidence-based Medicine, EBM), a maggior ragione una solida base scientifica
dovrebbe essere indispensabile per le decisioni relative alla medicina preventiva
(Evidence-based Public Health, EBPH), alla organizzazione dei servizi e dellintera
assistenza sanitaria (Evidencebased Health Care, EBHC) e, ancor di più,
per le scelte di politica in genere (Evidence-based Policy Making, EBPM) [8].
Dopotutto, mentre le inesatte decisioni del singolo medico colpiscono un solo
paziente per volta, gli errori nelle scelte organizzative e di politica sanitaria
si ripercuotono su intere collettività, di soggetti sia malati che sani.
Di queste esigenze si è fatta interprete la più recente legislazione
sanitaria come, ad esempio,il Piano sanitario nazionale [9]
e la riforma ter [10]. Si può ragionevolmente sostenere
che essa è improntata ad una visione troppo illuminista e positivista,
che rischia di riservare cocenti delusioni specialmente laddove si lega il "finanziamento
di tipologie di assistenza,di servizi e di prestazioni sanitarie" alla dimostrabilità
dellefficacia in base alle evidenze scientifiche disponibili. Si corre
il rischio di assicurare il finanziamento per lo sviluppo, cioè per lapplicazione
di ciò che già si conosce, e non per la ricerca, cioè per
lapprofondimento di ciò che ancora non si sa. Sarebbe disastroso
se i finanziamenti fossero legati alla presenza di evidenze e non alla loro assenza:
anzi la mancanza di evidenze dovrebbe essere la molla per sostenere la ricerca.
Ma è possibile attuare e praticare una "Evidence-based Public Health"?
Sono disponibili le prove scientifiche per gli interventi di sanità
pubblica? Ci sono argomenti sufficienti per poter affermare che se è
possibile, e doverosa, una prevenzione basata su prove di efficacia [11],
è ancora lontana la possibilità di una sanità pubblica
evidence-based. A dispetto della constatazione che la EBM ha trasformato la
pratica della medicina clinica utilizzando i metodi scientifici, in particolare
quelli epidemiologici, si può riscontrare che «non cè
stata una analoga esplosione della stessa metodologia nellarea della sanità
pubblica », anzi «la comunità scientifica di sanità
pubblica ha una grande necessità di produrre una metodologia per fornire
una base di evidenza atta a risolvere i problemi sanitari della popolazione,
di impatto pari a quello che ha avuto la EBM per la medicina clinica »[12].
Non è facile applicare la metodologia EB alla sanità pubblica che
è una miscela di fatti scientifici, di pratiche più o meno empiriche
e, spesso, di applicazioni intuitive, che spazia dalla profilassi delle malattie
alla politica sanitaria. Va preso atto che la realizzazione di una organizzazione
sanitaria sostenuta da prove scientifiche soffre di alcuni limiti. Intanto
il progresso scientifico non è così avanzato come comunemente si
crede, specialmente in alcuni campi e larea della prevenzione è uno
di questi [12]. Esiste una grande differenza tra livello
di conoscenze biomediche e livello di conoscenze psico-comportamentali, che pure
rivestono tanta importanza per gli interventi di prevenzione. La maggior parte
dei programmi di medicina preventiva, che riguardano la dieta, il fumo di sigaretta,
l'uso di alcolici e di droghe, i comportamenti sessuali si basano su interventi
che dovrebbero incidere su abitudini e stili di vita ancora scientificamente poco
studiati [13]. Il ricorso a metodi di indagine qualitativi,
assolutamente necessari a questo fine, non è stato, almeno finora, sufficientemente
apprezzato dagli epidemiologi. Sempre in tema di prevenzione, la EBPH soffre
poi di scarsa trasferibilità dei risultati ottenuti in altre condizioni
in quanto le ricerche finora condotte raramente hanno preso in considerazione
il contesto sociale nel quale gli interventi di sanità pubblica vengono
applicati e che condiziona pesantemente i risultati stessi. Anche se si è
presa coscienza che, nel momento in cui le difficoltà strategiche e gestionali
della sanità pubblica si stanno accentuando, si deve ricorrere ad una metodologia
scientifica anche per affrontare i problemi organizzativi non vi sono né
desiderio né consuetudine di rendere pubbliche e disponibili le esperienze
organizzative e gestionali che pure potrebbero costituire una inestimabile base
conoscitiva. Eppure gli esperti di EBM avvertono che una significativa causa di
distorsione (bias) delle ricerche secondarie è causata dal fatto che come
fonte di prova (evidence) sono accettate (né potrebbe essere diversamente)
solo le esperienze pubblicate. Ed infine una EBPH non potrebbe esistere senza
qualche forma di ricerca partecipata che, tentando di coinvolgere la stessa popolazione
e/o i membri delle organizzazioni nellidentificare e palesare i problemi
sanitari e/o organizzativi, è la strada più moderna e promettente
per diffondere conoscenze e per prendere decisioni in sanità. La EBPH sconfina
in questo caso con la effettiva promozione della salute che, tra la tante definizioni,
viene descritta «la scienza e larte di aiutare la gente a scegliere
il proprio stile di vita ed a mirare ad uno stato ottimale di salute »[15].
È quindi possibile attuare e praticare una Evidence-based Public Health
a condizione di produrre evidenze scientifiche rispetto al valore comparativo
delle numerose, diverse e spesso contrastanti possibilità di interventi
preventivi, organizzativi e di politica sanitaria resi possibili dallo sviluppo
tecnologico e diffondere tali conoscenze al livello decisionale appropriato per
favorirne la più larga applicazione pratica. |
| Note | |
| [1] |
In sanità i
decisori (decision-makers) si trovano a tutti i livelli del sistema sanitario:
dal medico che prende decisioni diagnostico terapeutiche per singoli soggetti,
alloperatore sanitario che prende decisioni organizzative per piccole o
grandi comunità di individui, al politico che prende decisioni per popolazioni
più o meno ampie. | | [2] |
Il termine usato spessissimo nella letteratura anglosassone ed intraducibile in
italiano è accountability. «Parola chiave della democrazia anglosassone.
In Italia non è stata ancora tradotta» (Indro Montanelli. La stanza.
Corriere della Sera, 12.4.1999) forse perché manca il sottostante costrutto.
«Indica il dovere di rendere conto di ciò che si è fatto a
chi ci ha dato lincarico e/o ci paga lo stipendio e/o ci ha messo a disposizione
delle risorse. La responsabilità indica piuttosto i doveri verso i
destinatari degli interventi» (Morosini P, Perraro F: Enciclopedia della
gestione di qualità in sanità. Centro scientifico editore, Torino,
2000). | | [3] | Editoriale:
Igiene e Sanità pubblica ed Internet. IgSanPubl 2000, 56:177-180. |
| [4] | Sackett
DL, Rosenberg WM, Muir Gray JA, Haynes RB, Richardson WS: Evidence based medicine:
what it is and what it isnt. Its about integrating individual clinical
expertise and the best external evidence. BMJ 1996, 312:71-2. |
| [5] |
Sackett DL: Personal view. The sins of expertness and a proposal for redemption.
BMJ 2000, 320:1283. Questa lettera aperta è stata tradotta ed è
liberamente consultabile nel sito della Rivista (www.igiene.org). |
| [6] |
Ci si riferisce alla disponibilità notevolmente diversa di conoscenze tra
agenti (cittadino/paziente ed operatore sanitario) coinvolti nel mercato sanitario. |
| [7] |
Anche se legata al sapere, lidea della evidenza è quanto
mai pragmatica: ognuno vorrebbe evidenze per attuare qualsiasi azione,
per fare una spesa, per risolvere un problema o per prendere qualsiasi decisione. |
| [8] |
A questo argomento è stato dedicato il Seminario Possibilità
e limiti di una assistenza sanitaria sostenuta da prove scientifiche (Evidence-based
Health Care) a conclusione dellottavo Master di Epidemiologia dei
servizi sanitari con contributi di Panà A, Finazzi-Agrò A, Carbone
A, Ciappi A, Trabucchi M, Taroni F, Muzzi A (cfr. IgSanPubl 2000, 56:181-212,
349-364). | | [9] |
Il principio dellefficacia e dellappropriatezza degli interventi,
in base al quale le risorse devono essere indirizzate verso le prestazioni la
cui efficacia è riconosciuta in base alle evidenze scientifiche, è
uno dei principi ispiratori del SSN (DPR 23.7.1998 Piano sanitario nazionale 1998-2000). |
| [10] |
«Sono posti a carico del servizio sanitario le tipologie di assistenza,
i servizi e le prestazioni sanitarie che presentano, per specifiche condizioni
cliniche o di rischio, evidenze scientifiche di un significativo beneficio in
termini di salute, a livello individuale o collettivo, a fronte delle risorse
impiegate. Sono esclusi dai livelli di assistenza erogati a carico del SSN le
tipologie di assistenza, i servizi e le prestazioni sanitarie che: b) Non soddisfano
il principio dellefficacia e dellappropriatezza, ovvero la cui efficacia
non è dimostrabile in base alle evidenze scientifiche disponibili»
(d.lgs. 229/1999, art. 1, comma 7). | | [11] |
Lo sforzo compiuto dal Gruppo di studio americano per produrre la Guida ai servizi
sanitari di prevenzione è quanto mai significativo per una prevenzione
evidence-based (Task Force on Community Preventive Services: Introducing the Guide
to community preventive services:methods, first recommendations and expert commentary.
Suppl. Am.J.Prev.Med. January 2000) mentre occorre rispettare numerosi criteri
per valutare la efficacia degli interventi di sanità pubblica (Rychetnik
L, Frommer M, Hawe P, Sciell A: Criteria for evaluating evidence on public health
interventions. J. Epidem. Comm. Health 2002, 56:119-127). |
| [12] |
Heller RF, Page J: A population perspective to evidence based medicine: evidence
for population health. J. Epidem. Comm. Health 2002, 56:45-47. Nello stesso
lavoro, gli AA. elencano una serie di metodi statistici e applicativi utilizzati
nella EBM e che potrebbero essere applicati con successo alla sanità pubblica. |
| [13] |
Lindbladh E, Lyttkens CH: Habit versus choice: the process of decision-making
in healthrelated behaviour. Soc.Sci.Med. 2002, 55:451-65. |
| [14] |
Solo di recente è stato pubblicato un autorevole manuale per la valutazione
degli interventi di sanità pubblica: Rootman I et al: Evaluation in health
promotion. Principles and perspectives. WHO regional publications, European
series, n. 92, Copenhagen 2001. | | [15] |
ODonnell MP: Definition of health promotion. Part III: expanding the definition.
Am.J. Health promotion 1989,3:5. | | |
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